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Scuola e lavoro: 6 studenti su 10 non si sentono preparati a scegliere il proprio percorso futuro

(Sesto Potere) – Roma – 6 maggio 2026 – 6 maggio 2026 – Il 60% dei giovani non si sente sufficientemente informato per scegliere il proprio futuro, il 75% fatica a comprendere concretamente il mondo del lavoro.

È quanto emerge dall’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma con sede a Parma.

Il lavoro quadriennale ha coinvolto circa 250 scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio e centinaia di docenti e studenti, con l’obiettivo di comprendere come accompagnare ragazze e ragazzi nei momenti di scelta e prevenire fenomeni di dispersione scolastica e disallineamento tra formazione e lavoro.

Studenti e docenti: cosa raccontano i dati

Dall’indagine emerge con forza il bisogno di esperienze concrete e di un accompagnamento più continuativo. Oltre l’82% degli studenti indica, infatti, come prioritario l’accesso a laboratori, attività pratiche e momenti di confronto diretto con professionisti e mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il 60% non ritiene adeguate le informazioni ricevute per orientarsi tra studio e professione.

Accanto agli aspetti informativi emerge anche una dimensione emotiva spesso trascurata. Studenti e studentesse raccontano incertezza e disorientamento rispetto al futuro, soprattutto nei momenti di transizione tra un ciclo scolastico e l’altro, evidenziando la necessità di un accompagnamento più continuativo e strutturato.

Nelle scuole secondarie di secondo grado si osserva, inoltre, un divario tra informazione e realtà professionale. Il 75% degli studenti dichiara difficoltà nel comprendere concretamente le professioni, mentre il 57% ritiene che le esperienze di Formazione Scuola-Lavoro non siano state sufficienti a colmare questo divario.

Anche i docenti mettono in luce alcune criticità, in particolare nel rapporto con le famiglie e nel dialogo con il mondo del lavoro. Il 33% evidenzia la necessità di una formazione più strutturata, mentre il 65% sottolinea l’urgenza di percorsi più inclusivi, capaci di supportare studenti con bisogni educativi speciali e disabilità.

Nel complesso, l’analisi restituisce un quadro che, pur partendo da un’esperienza territoriale, intercetta una criticità diffusa a livello nazionale: l’accompagnamento alla scelta non può più limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma deve evolvere in un processo continuo, esperienziale e relazionale.

Dai risultati alle azioni: sportello e Centro C.I.A.O.

Parallelamente alla raccolta dei dati e delle interviste, il progetto “Le scelte possibili” ha sperimentato e sviluppato proposte di attivazione per studenti e comunità educante basate sulle metodologie della facilitazione delle conversazioni, del coaching e del life design, attraverso strumenti partecipativi come unconference e laboratori.

Questo lavoro di ascolto e attivazione trova oggi una prima applicazione concreta, come sottolinea la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco annunciando che Città metropolitana di Torino aprirà due nuovi spazi dedicati a questo tema.

A maggio, presso la sede dell’Ente, verrà inaugurato un nuovo sportello dedicato all’educazione alla scelta: un punto di riferimento per studenti e famiglie, pensato per offrire supporto e strumenti utili ad affrontare uno dei momenti più delicati del percorso formativo.

Accanto allo sportello è già in fase di progettazione il Centro Incontro Apprendimento Opportunità (C.I.A.O.), che avrà sede all’interno di un istituto scolastico del territorio e che sarà aperto a studenti, famiglie e docenti. Uno spazio permanente di confronto e accompagnamento, in cui ragazze e ragazzi potranno esplorare le proprie attitudini e costruire in modo più consapevole il proprio percorso.

Le due iniziative rappresentano l’evoluzione del progetto “Le scelte possibili” e saranno sviluppate e gestite da La Fabbrica Società Benefit, che continuerà ad affiancare Città metropolitana di Torino nello sviluppo delle metodologie e nella costruzione di un modello innovativo di educazione alla scelta.

Un modello replicabile

L’esperienza avviata a Torino si propone oggi come un modello replicabile, in grado di offrire indicazioni concrete per rafforzare il ruolo dell’educazione alla scelta e contribuire a ridurre dispersione e disallineamento tra formazione e lavoro.

“La collaborazione con Città metropolitana di Torino ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro e che sposta la domanda orientativa dal cosa fare al chi sono”, spiega Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica, sottolineando come accompagnare alla scelta oggi significhi aiutare le e i giovani a leggere il cambiamento, riconoscere i propri talenti e trasformare le incertezze in possibilità. “Il nostro impegno sul tema riconosce l’urgenza di supportare i giovani nel diventare adulti che sanno decidere e agire in un mondo che cambia e nel quale devono poter immaginare un futuro”.