sabato, Ottobre 31, 2026
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Sanità, Tassinari (FI): ‘Dopo l’aumento delle tasse, liste d’attesa ancora lunghe e 68 mln di ticket non riscossi. Regione spieghi come utilizza le risorse’

(Sesto Potere) – Forlì – 31 ottobre 2026 – «L’Emilia-Romagna continua a registrare difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie, nonostante l’aumento delle tasse e dei ticket deciso dalla Giunta de Pascale per sostenere il sistema sanitario regionale. Ora scopriamo che ci sono anche oltre 68 milioni di euro di ticket sanitari ancora da recuperare, dei quali più di 14 milioni nella sola Ausl Romagna. Una situazione che impone una riflessione seria non soltanto sulla quantità delle risorse disponibili, ma soprattutto sulla loro gestione».

Lo dichiara Rosaria Tassinari, deputata di Forza Italia e vice segretaria vicaria regionale del partito con delega alla Romagna, intervenendo sui dati relativi ai crediti sanitari non riscossi e sulle difficoltà del servizio sanitario emiliano-romagnolo.

«Da mesi – aggiunge – denunciamo le difficoltà di tanti cittadini che non riescono a ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico in tempi ragionevoli. In più occasioni ci siamo sentiti rispondere dai vertici della sanità regionale che stavamo facendo cattiva informazione o rappresentando problemi inesistenti. Eppure, i dati ufficiali pubblicati da AGENAS confermano che le criticità esistono e che altre Regioni riescono a garantire risultati sensibilmente migliori».

Il più recente Bollettino AGENAS, relativo ai primi nove mesi del 2026, evidenzia che in Emilia-Romagna il rispetto dei tempi previsti per le prime visite specialistiche si ferma al 76,3%, contro il 90,5% del Veneto, l’84,9% dell’Abruzzo e l’82,7% della Lombardia. Anche per gli esami diagnostici emerge una differenza significativa: l’Emilia-Romagna raggiunge l’87%, mentre il Veneto arriva al 97%, le Marche al 92,5% e la Toscana al 90%.

«Questo significa – continua la deputata di Forza Italia – che nella nostra Regione quasi una prima visita su quattro non rispetta i tempi di garanzia, mentre in Veneto accade in meno di un caso su dieci. È vero che rispetto al 2025 si registra un miglioramento di quattro punti percentuali, ma il divario con altre realtà rimane evidente. Lombardia e Liguria, ad esempio, hanno registrato progressi sulle prime visite rispettivamente di 9,5 e 11,4 punti percentuali. Non possiamo continuare ad accontentarci di piccoli passi avanti quando altri territori dimostrano che è possibile fare di più».

Per Tassinari, il confronto assume un significato ancora maggiore alla luce della manovra fiscale regionale: «La Giunta de Pascale ha introdotto aumenti dell’addizionale Irpef, dei ticket farmaceutici e di altre imposte, con una manovra destinata a generare a regime circa 400 milioni di euro di maggiori entrate, presentata come necessaria per salvaguardare e sostenere la sanità. Ai cittadini sono stati chiesti sacrifici concreti, ma quei sacrifici non si sono ancora tradotti in un miglioramento delle prestazioni proporzionato alle aspettative e alle necessità. Prima di mettere le mani nelle tasche degli emiliano-romagnoli, la Giunta avrebbe dovuto dimostrare di saper gestire e recuperare efficacemente le risorse già a disposizione».

A questo quadro si aggiungono i crediti derivanti dai ticket sanitari non pagati: oltre 68 milioni di euro ancora da riscuotere in tutta l’Emilia-Romagna, più di 14 milioni riferiti all’Ausl Romagna, ai quali si affiancano circa 7,5 milioni di crediti stralciati dalle aziende sanitarie regionali nel triennio 2023-2025.

«Naturalmente non tutti questi crediti potranno essere recuperati automaticamente, ma parliamo comunque di cifre che impongono una verifica puntuale delle procedure di riscossione e delle ragioni per cui si sono accumulati importi tanto consistenti. È difficile spiegare ai cittadini che devono pagare più tasse per sostenere la sanità mentre decine di milioni di euro dovuti al sistema sanitario rimangono ancora da incassare»: aggiunge la deputata azzurra, che richiama, infine, le difficoltà emerse anche attraverso le segnalazioni raccolte nel territorio forlivese, dove sono stati documentati casi di prenotazioni fissate a distanza di molti mesi, quando non addirittura di anni.

«La Regione continua a indicare nell’insufficienza dei finanziamenti statali una delle cause principali delle difficoltà della sanità. È un tema sul quale è legittimo confrontarsi, ma non può diventare una risposta buona per ogni problema. Le altre Regioni operano nello stesso sistema nazionale e alcune ottengono risultati migliori. Occorre allora interrogarsi sull’organizzazione delle aziende sanitarie, sulla gestione delle agende, sull’impiego delle risorse e sulla capacità di recuperare quanto dovuto».

«La Giunta renda pubblici i risultati effettivi della manovra fiscale, chiarisca quanti dei crediti sanitari siano concretamente recuperabili e presenti obiettivi misurabili per la riduzione delle liste d’attesa. I cittadini non hanno bisogno di un confronto permanente sulle responsabilità politiche, ma di sapere quando potranno effettuare una visita o un esame e quali miglioramenti sono stati ottenuti con le maggiori risorse che sono stati chiamati a versare», conclude la vice segretaria vicaria regionale del partito con delega alla Romagna Tassinari.