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Sanità, per riduzione del danno e recupero dopo l’ictus: studio nazionale nella Neurologia e Stroke Unit del Bufalini

(Sesto Potere) – Cesena – 9 ottobre 2026 – La Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Bufalini di Cesena ha arruolato i primi due pazienti a livello nazionale nello studio multicentrico I-NIC 2 dedicato al trattamento dell’ictus ischemico acuto.

Lo studio valuta un dispositivo non invasivo che eroga campi elettromagnetici pulsati a bassa frequenza e intensità, utilizzato in aggiunta alle cure abituali. L’obiettivo è verificare se questa tecnologia possa proteggere il tessuto cerebrale colpito dall’ischemia e migliorare il recupero funzionale dei pazienti.

La sperimentazione prosegue il percorso del precedente studio randomizzato I-NIC, pubblicato nel 2024. La ricerca aveva rilevato risultati promettenti sulla riduzione del volume della lesione cerebrale, con una differenza favorevole al trattamento nel sottogruppo di pazienti sottoposti anche a terapie per ripristinare il flusso sanguigno.

Erano emersi inoltre segnali favorevoli sul recupero dell’autonomia e sulla disabilità. Questi risultati preliminari costituiscono la base per la nuova sperimentazione, chiamata a confermare l’efficacia clinica del trattamento.

Per i pazienti, la prospettiva è quella di una possibile strategia aggiuntiva per limitare le conseguenze dell’ictus e favorire il ritorno alle attività quotidiane e alla completa autonomia. La partecipazione allo studio permette ai cittadini del territorio romagnolo che soddisfano i criteri previsti di accedere alla sperimentazione direttamente durante la fase acuta, presso il centro Hub Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Bufalini.

Le attività portate avanti nel reparto diretto da Sara Biguzzi coinvolgono il gruppo di ricerca composto da Michele Romoli, principal investigator dello studio, Valentina Tudisco, Yerma Bartolini, Federica Sepe, Sebastiano Giacomozzi e il personale infermieristico coordinato da Francesca Biondi. L’avvio degli arruolamenti è il risultato di un lavoro condiviso che integra competenze cliniche e organizzative, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di nuove opportunità di cura per i cittadini romagnoli.