(Sesto Potere) – Roma, 28 ottobre 2026 – Oltre due milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e un miglioramento del rispetto dei tempi massimi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici. Si conferma la tendenza positiva già evidenziata nel primo semestre dell’anno, con progressi significativi per le prestazioni urgenti e brevi.
È quanto emerge dal Bollettino periodico sull’andamento delle liste di attesa, predisposto da AGENAS-Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regional sulla base dei dati della Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA), aggiornati al 30 settembre 2026.
Il monitoraggio consente di analizzare, mese per mese e Regione per Regione, l’andamento delle prenotazioni e il rispetto dei tempi di garanzia per 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici.
Più prenotazioni e più prestazioni nei tempi di garanzia
Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni, con un incremento di oltre il 10%. Crescono sia le prime visite specialistiche, da 11,3 a 12,3 milioni (+8,3%), sia gli esami diagnostici, da 8,4 a 9,5 milioni (+13,3%).
All’aumento delle prenotazioni corrisponde un miglioramento del rispetto dei tempi di garanzia: per le prime visite la percentuale passa dal 76,9% al 78,6%, mentre per gli esami diagnostici cresce dall’83,3% all’85%.
In termini assoluti, le prime visite prenotate entro i tempi previsti passano da 8,7 a 9,6 milioni, con circa 935 mila prestazioni in più. Gli esami diagnostici aumentano da 7 a 8,1 milioni, pari a circa 1,1 milioni di accertamenti aggiuntivi nei tempi di garanzia.
Complessivamente, si registrano quindi oltre 2 milioni di prenotazioni in più entro i tempi previsti.
Un ulteriore segnale positivo riguarda le prenotazioni eƯettuate oltre i tempi massimi di garanzia, che diminuiscono sia in termini assoluti che percentuali. Per le prime visite passano da 2,14 a 2,11 milioni, con un’incidenza sul totale che scende dal 18,9% al 17,2%. Per gli esami
diagnostici si riducono da 1,089 a 1,084 milioni, passando dal 12,9% all’11,4%.
L’analisi mensile conferma inoltre che, pur in presenza delle fisiologiche oscillazioni legate alla stagionalità, in ciascuno dei primi nove mesi del 2026 le percentuali di rispetto dei tempi risultano superiori a quelle registrate nei corrispondenti mesi del 2025, sia per le prime visite
sia per gli esami diagnostici.
Migliorano soprattutto le prestazioni urgenti e brevi
I risultati più significativi riguardano le prestazioni che richiedono una risposta più tempestiva in relazione alla priorità clinica.
Per le prime visite classificate come Urgenti (U), da garantire entro tre giorni, il rispetto dei tempi passa dal 78,8% all’81,7%, mentre per quelle in classe Breve (B), da eƯettuare entro dieci giorni, cresce dal 78,2% all’80,6%.
Anche per gli esami diagnostici si registra un miglioramento: le prestazioni urgenti garantite entro tre giorni passano dal 74,2% al 77,3%, mentre quelle in classe Breve aumentano dal 76,5% al 78,2%.
Progressi si osservano anche nelle prestazioni diƯeribili, che passano dal 70,7% al 73,4% per le prime visite e dall’83,4% all’85,5% per gli esami diagnostici.
Le prestazioni programmabili entro 120 giorni restano sostanzialmente stabili per le prime visite, attestandosi al 84,2%, mentre per gli esami diagnostici migliorano dall’85,8% all’87,1%.
Le prestazioni che recuperano di più
L’analisi delle singole prestazioni conferma un miglioramento diƯuso, seppure con diƯerenze tra le diverse tipologie.
Tra le prime visite, quelle oncologiche continuano a registrare la percentuale più elevata di rispetto dei tempi di garanzia, passando dal 93,8% al 95,3%.
Miglioramenti significativi riguardano anche la visita fisiatrica, dal 79,3% all’83%, la visita gastroenterologica, dal 71,2% al 73,8%, e quella pneumologica, dal 79,7% all’82,1%. Il recupero più consistente interessa la visita dermatologica, che passa dal 65,8% al 69,9%, pur
rimanendo tra le prestazioni con le maggiori criticità.
Tra gli esami diagnostici, il miglioramento più rilevante riguarda la colonscopia, che passa dal 62,8% al 69,3%. Progressi si registrano anche per la gastroscopia, dal 68,6% al 72,6%, per l’ecografia della mammella, dal 78,3% all’82%, e per l’ecografia dell’addome, dall’84,7%
all’87%. Si tratta di segnali incoraggianti, soprattutto per alcune prestazioni che presentano storicamente maggiori diƯicoltà nel rispetto dei tempi di attesa. Permangono tuttavia margini di miglioramento, in particolare per gli accertamenti endoscopici e per alcune visite
specialistiche.
Le dfferenze tra le Regioni
Il rispetto dei tempi di attesa delle Prime Visite delle singole Regioni, tra i primi 9 mesi del 2025 e i primi 9 mesi del 2026 mostra un andamento tendenzialmente positivo, pur con andamenti differenziati (vedi tabella sotto):
4 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025.
5 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, tra queste registrano un miglioramento Abruzzo e Lombardia.
8 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’70% e il 79%, tra queste registra un miglioramento significativo la Liguria, mentre si registra un peggioramento in Sicilia
4 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte le regioni registrano un miglioramento ad eccezione della Sardegna.

Anche per gli esami diagnostici il quadro nazionale è complessivamente positivo, sebbene persistano differenze tra i territori (vedi seconda tabella):
6 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025.
8 Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, tra queste registrano un miglioramento Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte e P.A. Trento.
4 Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’70% e il 79%, tra queste registrano un miglioramento Abruzzo e Sardegna mentre peggiorano PA di Bolzano e Sicilia.
3 Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte le regioni registrano un miglioramento.


