(Sesto Potere) – Forlì – 30 giugno 2026 – Si chiude con un bilancio ampiamente positivo Barocco. Il Gran Teatro delle Idee, la grande mostra promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Forlì che dal 21 febbraio al 28 giugno ha animato le sale del Museo Civico San Domenico, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più apprezzati dell’anno da parte della critica, degli studiosi e del pubblico.
L’esposizione, diretta da Gianfranco Brunelli e curata da Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle, Andreas Dehmer, Fernando Mazzocca e Francesco Petrucci, ha proposto una lettura del Barocco non come semplice stagione stilistica, ma come una vera e propria civiltà dell’immagine capace di ridefinire il rapporto tra arte, fede, scienza, politica, spettacolo e vita quotidiana.
I saggi raccolti nel catalogo hanno restituito l’eccezionale ricchezza di questa stagione della cultura europea, mostrando come il Seicento abbia trasformato definitivamente il ruolo delle immagini, non più soltanto strumenti di rappresentazione ma dispositivi capaci di costruire consenso, emozione e conoscenza. Dalla Roma dei papi, cuore pulsante della modernità barocca, il percorso si è sviluppato attraverso i grandi temi della teatralità, della meraviglia, del rapporto fra vero e illusione, della rivoluzione scientifica, della spiritualità della Controriforma, della costruzione del potere attraverso l’arte, fino alle sorprendenti eredità che il linguaggio barocco continua a esercitare sulla contemporaneità, da Boccioni a De Chirico, da Fontana a Francis Bacon.

Il percorso espositivo ha riunito oltre 300 opere provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, testimoniando ancora una volta il prestigio raggiunto dalle grandi mostre forlivesi nel panorama europeo. Oltre alla speciale collaborazione con Palazzo Barberini e con il Senato della Repubblica, hanno aderito al progetto, tra gli altri, i Musei Vaticani, il Museo Nacional del Prado di Madrid, l’Albertinum – Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, le Gallerie degli Uffizi, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, le Gallerie Nazionali di Arte Antica, l’Albertina di Vienna, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo Galileo di Firenze, il FEC (Fondo edifici di culto) del Ministero dell’Interno, numerose chiese di Roma e altre istituzioni pubbliche e private italiane ed estere, consentendo di riunire capolavori di Bernini, Borromini, Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Pietro da Cortona, Rubens, Van Dyck, Velázquez, fino ai grandi interpreti del Novecento.
Un capitolo particolarmente significativo della mostra è stato rappresentato dall’attività di conservazione. Sono stati infatti realizzati 25 restauri, confermando come le grandi esposizioni promosse dalla Fondazione costituiscano anche un’importante occasione di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico a livello internazionale. Tra gli interventi più significativi si possono ricordare il recupero della Testa di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini (1622 circa), proveniente dal National Museum di Varsavia, e quello del Girasole di Bartolomeo Bimbi (1721), conservato presso il Museo autonomo delle Ville e Residenze Monumentali Fiorentine – Villa Medicea di Poggio a Caiano, opere che hanno potuto essere restituite al pubblico nelle migliori condizioni conservative.
Accanto al valore scientifico, la mostra ha confermato la propria vocazione civile e sociale attraverso un articolato sistema di collaborazioni che ha coinvolto istituzioni, associazioni e imprese. Particolarmente significativa la partnership con Mediafriends, che ha sostenuto il Progetto Ruth di Caritas Italiana, dedicato ai percorsi di emancipazione delle donne vittime di violenza economica e familiare. Attraverso la rete delle Caritas diocesane, il progetto offre infatti sostegno economico, abitativo, lavorativo e psicologico, dimostrando come la cultura possa diventare anche strumento concreto di solidarietà.
Allo stesso tempo la Fondazione ha coinvolto, insieme alle scuole del territorio, oltre 50 associazioni locali nella realizzazione di un articolato programma di iniziative collaterali che ha dato vita a più di 130 eventi tra incontri, concerti, spettacoli, visite guidate, conferenze, cinema e attività divulgative distribuite in tutta la Romagna, rafforzando il legame tra la mostra, la città e il territorio. A questi si sono aggiunti lo speciale televisivo realizzato da Sky Arte, le attività educative dedicate alle scuole e il contributo dei numerosi partner pubblici e privati che hanno sostenuto il progetto.
La mostra si chiude così confermando la capacità della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì di coniugare ricerca scientifica, qualità espositiva, valorizzazione del patrimonio culturale, promozione del territorio e responsabilità sociale, consolidando il ruolo delle grandi mostre del Museo Civico San Domenico da una parte come uno dei principali appuntamenti culturali italiani e dall’altra come strumento principe di Sviluppo socio-culturale del territorio.
“Gli 80.000 visitatori, insieme ai numerosi riconoscimenti ricevuti dalla critica e dagli studiosi – osserva il Direttore Generale della mostra, nonché Vicepresidente della Fondazione, Gianfranco Brunelli (nella foto) – rappresentano per noi motivo di grande soddisfazione. “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee ha confermato come la qualità scientifica, la forza dei grandi progetti culturali e la capacità di costruire solide collaborazioni con musei, istituzioni, imprese e realtà del volontariato possano generare risultati di straordinario valore per il territorio e per l’intero Paese”.
Unendosi alle parole di Gianfranco Brunelli, il presidente della Fondazione Maurizio Gardini ha poi volute rinnovare “un sincero ringraziamento ai curatori, ai musei prestatori, ai partner, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno reso possibile questa impresa culturale”.
“Un grazie particolare – concludono quindi congiuntamente Presidente e Vicepresidente della Fondazione – va ai visitatori, che con la loro partecipazione hanno premiato ancora una volta il lavoro della Fondazione e confermato Forlì come una delle capitali italiane delle grandi mostre d’arte”.

