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Round Table 6 e dal Club 41: serata con il giornalista sotto scorta Borrometi

(Sesto Potere) – Forlì – 23 ottobre 2023 – Una serata con un forte messaggio sulla necessità di impegnarsi, ognuno nel proprio ambito, per giustizia e libertà. Lo ha portato Paolo Borrometi, condirettore dell’agenzia di stampa AGI, che per servire questi valori sta pagando un prezzo altissimo, costretto a vivere sotto scorta dal 2014 poiché il suo lavoro giornalistico fa paura alla mafia. Borrometi è intervenuto nei giorni scorsi a Forlì ad un incontro proposto dalla Round Table 6 e dal Club 41 presso il Circolo Aurora.

Ad introdurre la serata, ispirata dal tabler faentino Riccardo Ligresti, vi sono stati gli interventi di Niccolò Riccardi, presidente della RT6 Forlì, Marco Cavina, presidente di Terza Zona Round Table Italia, e di Vittorio Manes, presidente del Club 41 Forlì.

Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ha portato il suo saluto a nome della città, ringraziando Borrometi per la sua testimonianza e sottolineando l’importanza di lavorare per diffondere il valore della legalità.

Tra i presenti in sala, vi erano anche il questore di Forlì-Cesena, Claudio Mastromattei, il comandande provinciale dei Carabinieri, Samuele Sighinolfi, la referente regionale della Fondazione Falcone, Simona Palo, e il presidente dell’Associazione Dino Amadori, Giovanni Amadori.   
Borrometi, rispondendo alle domande del giornalista Vincenzo Bongiorno, ha illustrato i contenuti del suo ultimo libro dato alle stampe “Traditori. Come fango e depistaggio hanno segnato la storia italiana” (Solferino editore).

“La ricerca della verità – ha spiegato Borrometi – è un percorso ad ostacoli e in troppi casi, prima ancora di cercare i colpevoli, si è messa in dubbio la credibilità di chi accusava. È accaduto a Giovanni Falcone quando si disse che la bomba dell’Addaura l’aveva piazzata lui stesso e a Paolo Borsellino la cui agenda rossa, misteriosamente scomparsa, sarebbe stata un ‘parasole’. La lista dei nomi infangati per distrarre l’attenzione dai delitti è lunga. E la strategia ha un preciso nome in gergo, ‘mascariamento’. Confondere per generare paura e seminare discordia. Ecco perché è un dovere raccontare, denunciare e non arrendersi mai”.

Il presidente della RT6 Riccardi ha sottolineato: “L’esempio di Paolo ci è di insegnamento e ci ricorda che non si deve mai scendere a compromessi, quando principi come la legalità e la verità vengono messi in discussione. Ringrazio tutti gli intervenuti, in primis le autorità presenti. Siamo onorati di aver avuto con noi Paolo Borrometi”.

E le parole di Borrometi hanno catturato l’attenzione delle oltre ottanta persone presenti in sala, suscitando anche alcune domande, alle quali il giornalista ha puntualmente risposto.