martedì, Giugno 30, 2026
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Ricerca sui sarcomi: progetto IRST tra i vincitori del Bando Giovani Ricercatori del Ministero della Salute

(Sesto Potere) – Meldola, 30 giugno 2026 – Il progetto NEWDEAL (NovEl Weapons towarDs precision medicinE: an integrated Approach to predict chemoresponse in sarcoma Lesions), sviluppato all’interno della Preclinic and Osteoncology Unit dell’IRST “Dino Amadori” IRCCS, ha ottenuto un finanziamento di 450 mila euro nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute, linea Giovani Ricercatori (GR). 
Il bando ministeriale, sostenuto con 150 milioni di euro complessivi – di cui circa 74,5 destinati ai progetti proposti da ricercatori under 40 – finanzia studi triennali con orientamento traslazionale.
Il progetto vede il coordinamento di Silvia Vanni, ricercatrice della Preclinic and Osteoncology Unit di IRST, team diretto da Chiara Liverani. Sempre per IRST, partecipano allo studio Alessandro De Vita (referente Nanotechnology and Sarcomas), Milena Urbini (Translational Oncology Unit) ed Eugenio Fonzi (Unità di Bioinformatica della SC Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche). Lo studio si avvale, inoltre, del contributo del professor Lorenzo D’Ambrosio, del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, partner esterno del progetto.
NEWDEAL si concentra su uno dei principali problemi ancora aperti nella cura dei tumori: i sarcomi dei tessuti molli (STS), tumori rari ed eterogenei che possono originare da muscoli, tessuto adiposo, vasi, nervi e altre strutture connettivali. Nella malattia avanzata o non operabile, la chemioterapia standard è ancora oggi il trattamento di riferimento, con risultati spesso incerti a fronte di forti impatti in termini di tossicità e perdita di qualità di vita. Uno dei principali limiti clinici è l’assenza di strumenti affidabili per identificare i pazienti che potranno realmente beneficiare del trattamento. È proprio su questo aspetto che interviene NEWDEAL che si come obiettivo quello di individuare dei biomarcatori predittivi capaci di orientare in modo più preciso le scelte degli oncologi. ll progetto combina, infatti, modelli tridimensionali ottenuti dalle cellule tumorali dei pazienti, analisi molecolari avanzate e studio della componente immunitaria per capire perché alcuni sarcomi rispondano alla chemioterapia e altri no. I biomarcatori e i meccanismi identificati saranno, quindi, validati anche in modelli preclinici, in particolare nel sistema zebrafish, così da verificare più rapidamente l’efficacia di nuove strategie terapeutiche. Su questa base verranno sviluppate nanoformulazioni lipidiche ingegnerizzate, pensate per veicolare i farmaci in modo più selettivo e contrastare la resistenza alla chemioterapia.
“Ci poniamo un duplice obiettivo: evitare di esporre i pazienti non responsivi a trattamenti inefficaci e potenzialmente dannosi e, allo stesso tempo, individuare nuove opportunità terapeutiche per chi può trarre reale beneficio dalla chemioterapia“ spiega Silvia Vanni.
I sarcomi dei tessuti molli sono tumori rari: rappresentano circa l’1% di tutti i tumori maligni diagnosticati nell’adulto; in Italia, AIRTUM ne stima poco più di 2.200 nuovi casi all’anno (dati 2024). La loro eterogeneità – oltre 80 sottotipi istologici – e l’andamento clinico spesso aggressivo nelle forme avanzate ne fanno una delle aree dove maggiore è il bisogno clinico di nuovi approcci di cura. La sopravvivenza globale a 5 anni si attesta intorno al 65%, ma scende drasticamente nella malattia metastatica.