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Post alluvione, presentato progetto realizzazione della vasca di laminazione delle piene di Rio Marano

(Sesto Potere) – Cesena – 25 gennaio 2024 – La progettazione esecutiva della nuova cassa di espansione di Rio Marano è pronta, ora con l’assegnazione del finanziamento di 6,7 milioni di euro da parte della struttura commissariale si può dare avvio all’iter amministrativo riguardante l’appalto dei lavori e la cantierizzazione dell’area.

La realizzazione di una cassa di laminazione delle piene del Rio Marano, si inquadra come intervento per la messa in sicurezza dell’area più volte oggetto di allagamento negli scorsi anni. Inoltre, data la vicinanza dell’opera con la città e viste le richieste del quartiere Fiorenzuola, la proposta progettuale è idonea ad un futuro utilizzo della cassa anche come area verde attrezzata a parco urbano pubblico, con piantumazioni, arredi e percorsi ciclo-pedonali, creando un collegamento tra le zone ricreative vicine e la vallata del Rio Marano. 

La collocazione prescelta per la cassa è immediatamente a sud della via Emilia, in destra idraulica del Rio Marano, a monte del ponte della via Emilia, che costituisce una strozzatura ineliminabile. Il volume utile è di circa 187.000 metri cubi su di un’area occupata di circa 9 ettari, permette la laminazione della portata di piena 200ennale per 10 ore di durata dell’evento, senza il contemporaneo svuotamento verso i recettori di scarico. 

Gli eventi naturali. Dall’analisi degli eventi naturali che hanno coinvolto questa porzione del territorio comunale il 16 settembre 2006, e sulla scorta dell’esperienza vissuta negli anni di gestione dell’asta fluviale, è possibile affermare che il comportamento del bacino del Rio Marano rispetto alle piogge è il seguente: le piogge di lunga durata e poco intense non determinano portate critiche perché l’elevata permeabilità del suolo agricolo garantisce un buon assorbimento in quanto non risultano esserci grosse aree impermeabilizzate. 

Al contrario piogge violente, intense ed improvvise, si trasformano in deflussi significativi a causa delle pendenze e dell’antropizzazione del terreno dando forma a un deflusso superficiale. Inoltre, le stesse precipitazioni su un terreno reso impermeabile da quelle precedenti si trasformano in deflussi ingenti. Si rileva che il tempo entro il quale arriva la piena al ponte della via Emilia è sempre attorno a 1,5 – 2 ore. Il fenomeno della fuoriuscita dell’acqua è causato dalla insufficienza idraulica delle sezioni e dalle ostruzioni costituite dai ponti, soprattutto in concomitanza agli alti livelli idrometrici del recettore, il torrente Pisciatello, ovvero quando l’evento meteorico riguarda tutto il bacino imbrifero del Pisciatello stesso. 

L’opera in oggetto ha l’obiettivo di svolgere la funzione di volano idraulico attraverso il suo volume disponibile e di alleggerire il carico idraulico che arriva da monte. Con questa vasca dunque si crea un invaso in grado di raccogliere parte delle acque.

In più, attraverso la movimentazione degli scarichi si potrà decidere come svuotare l’invaso in funzione di cosa succede a valle: sarà possibile scaricare nel Rio Marano, nel Marzolino I e, a sua volta, nel Pisciatello. 

Finalità: p
rotezione idraulica del territorio, raccolta dell’acqua ad uso irriguo, valorizzazione dell’area agricola, e costruzione di un nuovo binomio acqua-città. 

Opere previste:
bacino di laminazione; manufatto di presa sul Rio Marano; riprofilatura delle sezioni del Rio Marano a monte e a valle del manufatto di presa (per un’estensione di circa 120 m a garanzia da eventuali straripamenti precedenti all’innesco dalla laminazione nella cassa); ponticello di accesso all’opera di presa; manufatto di controllo degli scarichi; scarico dell’invaso; e  risoluzione dell’interferenza con l’Acquedotto della Romagna. 

A seguito dell’evento alluvionale di maggio si stanno eseguendo le operazioni di revisione. Gli elementi tecnici del progetto sono pertanto in via di definizione e saranno oggetto di pubblicazione in esito alla verifica progettuale ai sensi del Codice Appalti D.Lgs. 36/2023 e dell’approvazione del progetto esecutivo da parte del CA del Consorzio di Bonifica della Romagna.  

Il progetto è stato presentato in conferenza stampa e in quella sede sono intervenuti il sindaco Enzo Lattuca, l’assessora alla Sostenibilità ambientale Francesca Lucchi, il presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna Stefano Francia e la Direttrice generale Lucia Capodagli, e la Presidente del Quartiere Fiorenzuola Milena Maccherozzi. 

“Grazie al lavoro congiunto di Consorzio di bonifica della Romagna, della Regione Emilia-Romagna e della struttura commissariale del generale Figliuolo è stata riconosciuta massima priorità, che come Comune e Quartiere abbiamo in ogni modo sottolineato, all’intervento di messa in sicurezza del Rio Marano che interessa particolarmente tutta la zona di Case Finali, a Cesena. Un passo fondamentale, insieme a quello sul torrente Cesuola, per potenziare la difesa idraulica della città”: ha detto il sindaco Enzo Lattuca