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Neutralità climatica, 300 giovani delle scuole bolognesi studiano la “sfida europea”

(Sesto Potere) – Bologna – 28 ottobre 2026 – Come si passa dai grandi obiettivi europei sul clima alle scelte che riguardano la vita quotidiana? E come si possono aiutare ragazze e ragazzi a comprendere una sfida complessa come la neutralità climatica – che l’UE vuole raggiungere nel 2050 – mettendoli nelle condizioni di interpretare i dati e immaginare possibili azioni?

A queste domande risponde 2050 Special, il progetto didattico della Città metropolitana di Bologna che dal 29 ottobre e per i due mesi successivi animerà quattro Istituti superiori appartenenti a territori metropolitani di montagna e pianura: Caduti della Direttissima di Castiglione dei Pepoli, Giordano Bruno di Budrio, Keynes di Castel Maggiore, Malpighi di Crevalcore, coinvolgendo più di 300 studentesse e studenti.

L’iniziativa, finanziata col contributo della Regione Emilia-Romagna, rappresenta una prima attuazione concreta di Formiche Verdi, la Strategia metropolitana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile sviluppata dalla Città metropolitana di Bologna in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

La Strategia, presentata pubblicamente il 20 ottobre al DumBO durante la Fiera delle Idee (evento inaugurale del Festival della Cultura tecnica 2026), è un’iniziativa di governance pubblica e partecipativa, la prima a livello nazionale, che punta a mettere in relazione soggetti di diversi settori e con diverse missioni (scuole, università, enti di ricerca, istituzioni, imprese e associazioni, ecc…) per rafforzare la cultura della sostenibilità.

L’obiettivo è costruire una vera e propria comunità educante (la Community delle Formiche Verdi) che condivida principi e scelte metodologiche e che cresca progressivamente come collettività sul territorio.

Capire il cambiamento climatico con la scienza

2050 Special affronta il tema della neutralità climatica attraverso un percorso didattico articolato in tre momenti. Il primo è dedicato alla comprensione della crisi climatica, delle sue cause e dei suoi impatti, dal livello globale a quello locale. Il secondo porta le classi a esplorare i principali settori responsabili delle emissioni di gas serra, dall’energia ai trasporti, dagli edifici alla produzione e all’agricoltura, attraverso dati reali su consumi ed emissioni. Il terzo, dopo un approfondimento sulle politiche climatiche ed energetiche dell’Unione europea, si concretizza in un workshop di comunicazione per gli studenti e le studentesse partecipanti.

Il filo conduttore del progetto è la data education: non limitarsi a ricevere informazioni, ma imparare a leggere grafici e tabelle, confrontare indicatori, riconoscere le connessioni tra fenomeni e discutere le scelte possibili a partire dalle evidenze.

La scelta di coinvolgere scuole delle aree montane e della pianura risponde a un obiettivo preciso: ampliare le opportunità di accesso a percorsi qualificati di educazione alla sostenibilità, rafforzando al tempo stesso la conoscenza del ruolo dell’Unione europea nella transizione climatica.

2050 Special, oltre a far parte di Formiche Verdi, è parte integrante del Festival della Cultura tecnica 2026 e ne condivide dimensione partecipativa e focus tematico, l’Obiettivo 3 dell’Agenda ONU 2030 “Salute e benessere”, che nel progetto viene declinato in particolare rispetto alle dimensioni climatiche e ambientali. 

“È proprio questa la prospettiva di Formiche Verdi e del Festival – sottolinea Emanuele Bassi, consigliere metropolitano delegato a Scuola e Formazione – fare in modo che le singole iniziative non rimangano esperienze isolate, ma contribuiscano a costruire una capacità educativa condivisa, nella quale organizzazioni diverse possano riconoscersi, collaborare e rafforzarsi reciprocamente”.