(Sesto Potere) – Forlì – 19 maggio – “Adottare iniziative per monitorare l’eventuale presenza in località dell’Emilia-Romagna di soggetti a rischio radicalizzazione”: lo chiede il deputato romagnolo Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, in un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a cui rivolge l’appello a “mantenere alta anche l’attenzione sul cosiddetto ‘terrorista della porta accanto’, soggetti – spiega il parlamentare – che all’apparenza sono integrati nel tessuto sociale italiano ma in realtà si sono auto-radicalizzati e, sfuggendo all’attenzione degli organismi preposti, potrebbero potenzialmente pianificare attacchi terroristici”.
Morrone teme che sia “in atto il tentativo, neppure troppo nascosto, da parte della stampa mainstream, di vari ambienti della politica, delle amministrazioni di sinistra emiliano-romagnole e di altre aree sociali, di insabbiare, minimizzare, giustificare non solo la portata dell’attentato terroristico di Modena, ma anche di sottovalutare il rischio di infiltrazioni terroristiche con i flussi migratori o di processi di radicalizzazione, a quanto sembra diffusi in particolare nelle seconde generazioni, attraverso il web o in altri luoghi fisici come moschee, centri culturali, carceri, grandi centri urbani ma anche località minori”.
“Le perplessità sull’operazione ‘giustificazionista’ rispetto all’attacco efferato dell’italo-marocchino Salim El Koudri sono evidenti. – ribadisce Morrone – È chiaro, infatti, che eventuali disturbi psicosociali non escludono la matrice terroristica dell’attentato, come è palese che sia le mail in cui testimoniava il suo odio per i cristiani, sia il possesso di ‘cinque telefoni cellulari, quattro computer, due hard disk, almeno due chiavette usb, un tablet, una playstation e altri accessori, oltre un centinaio di fogli manoscritti e un biglietto con password per le criptovalute’, che sarebbero stati sequestrati, sono in linea con attrezzature riferibili ad attività e reti di contatto di soggetti radicalizzati e non depongono a favore della tesi del povero giovane disoccupato mentalmente instabile”.
Infine, tra le altre considerazioni del parlamentare ”la notizia non di poco conto che l’attentatore ha l’onore e l’opportunità di essere difeso da un noto avvocato modenese, conosciuto, secondo notizie stampa, per le posizioni “propal” e “antisioniste” apertamente dichiarate, che, a quanto pare, ha immediatamente richiesto la perizia psichiatrica di El Koudri”.

