sabato, Ottobre 3, 2026
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Miccoli si dimette dal consiglio comunale di Faenza per assumere l’incarico a Forlì, Avs: Il sindaco Zattini ancora non ha detto una parola

(Sesto Potere) – Forlì/Faenza – 3 ottobre 2026 – Claudio Miccoli, già candidato sindaco di Faenza (con una lista sostenuta da Lega, Dc e Forza Italia) alle ultime elezioni, si è dimesso da consigliere comunale di Faenza, spiegando: “Mi dimetto perché mi è stato proposto un incarico di coordinamento riguardo al piano strategico per Forlì e per l’area vasta. Un progetto strategico per Forlì e per l’area vasta. Un progetto che complessivamente tratta la proposta di sviluppo su diversi livelli, in particolare per la Romagna centrale…” ha dichiarato agli organi di stampa il geologo Claudio Miccoli, il suo ruolo amministrativo era incompatibile con l’incarico assunto a Forlì.
L’atto formale di dimissioni di Miccoli risale al  30 settembre, e la sua nomina era finito al centro di serrate polemiche politiche, per ultime quelle mosse dal gruppo comunale del Pd di Forlì.
Ed oggi si registra anche l’intervento di Alessandro Ronchi e Marisa Fabbri, di Alleanza Verdi e Sinistra Forlì (nella foto), che in una nota hanno salutato – con una certa dose di ironia e sarcasmo – le dimissioni di Miccoli così: “una notizia straordinaria! Temevamo che questo incarico prestigioso, su cui la Regione sta puntando moltissimo, potesse essere affidato, come talvolta capita, secondo logiche politiche e di piccolo cabotaggio ma possiamo rallegrarci, questa volta non è cosi! D’altronde il sindaco Zattini ha sempre avuto a cuore l’area vasta, come dimostra uno dei suoi primi atti che sancì l’uscita del Comune dall’unione dei Comuni, l’organismo messo in piedi per coordinare le azioni sul territorio, e immaginiamo che sia stato lo stesso spirito ad averlo ispirato in una simile scelta. L’incaricato può vantare la profonda conoscenza del territorio romagnolo essendo stato protagonista e di supporto ai tanti comitati che si opponevano ai lavori mal fatti della Regione, per la quale ha lavorato, e che protestavano per la mancata realizzazione di casse di espansione in zone che conosce a menadito, avendone avuto la direzione”.

“Ci complimentiamo perché il sindaco Zattini ha dato prova di essere un vero garantista, ritenendo perfettamente conciliabili con l’importante incarico la condanna di primo grado comminatagli per il gravissimo incidente verificatosi sul fiume Ronco costato la vita ad un tecnico della Protezione civile e il rinvio a giudizio per supposte responsabilità per l’alluvione nel ravennate. Ci stupisce l’imbarazzo del sindaco, che ancora non ha detto una parola sulla nomina, ma per fortuna il capogruppo della Lega Albert Bentivogli è intervenuto prontamente, difendendone il curriculum quarantennale in Regione, ricordando il ruolo di consigliere comunale per la lista “Caccia Pesca e Ambiente” e quello di assessore, passando per la vice presidenza del Consorzio acque. Però per trasparenza sarebbe stato meglio che fosse la giunta Forlivese ad informare il consiglio e la città, e ci stupisce che lo si sia dovuto apprendere indirettamente da una dichiarazione fatta a Faenza. Ora il territorio potrà guardare al futuro con speranza, sarà guidato da chi ha saputo svelare le vere responsabilità delle alluvioni, a cominciare dalle nutrie, dai canneti e dagli alberi di cui ha propugnato eliminazione e taglio a raso universale”: concludono Alessandro Ronchi e Marisa Fabbri.