(Sesto Potere) – Forlì – 24 agosto 2026 – Il 74% delle cooperative associate a Legacoop Romagna ha già adottato o sta adottando politiche di welfare aziendale rivolte ai propri dipendenti.
Tra gli ambiti sui quali le cooperative stanno concentrando maggiormente il proprio impegno, secondo una recente indagine del centro studi associativo, la conciliazione tra vita e lavoro si colloca al primo posto, seguita dall’equità retributiva.
Anche per questo, Legacoop Romagna accoglie con favore il nuovo intervento promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme a Unioncamere, che mette a disposizione 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di sistemi strutturati di conciliazione vita-lavoro e nell’ottenimento della relativa certificazione.
«Il tema della conciliazione – dicono il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi (nella foto), e la responsabile Pari Opportunità, Elisabetta Cavalazzi – assume un valore strategico rispetto alle grandi sfide che stanno attraversando il mercato del lavoro: dalla difficoltà di reperimento delle professionalità alla crescita della partecipazione femminile, dal cambiamento demografico alla necessità di garantire una maggiore sostenibilità dei carichi di cura. Questa opportunità può rappresentare un importante strumento anche per il tessuto economico e cooperativo del territorio romagnolo, dove molte imprese associate si sono già impegnate sul fronte della certificazione della parità di genere. Favorire una migliore conciliazione tra vita familiare e lavoro significa investire contemporaneamente nel benessere delle persone, nella qualità del lavoro e nella competitività delle imprese, Legacoop Romagna e Federcoop Romagna sono quindi pronte a fare la loro parte, accompagnando e valorizzando le cooperative associate che intendono cogliere questa opportunità e mettendo a sistema le esperienze già presenti».
Legacoop Romagna associa 352 cooperative nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che complessivamente sviluppano un valore della produzione pari a 8 miliardi di euro e occupano più di 28mila lavoratori; i soci sono oltre 320mila.

