(Sesto Potere) – Parma – 8 giugno 2026 – Sarà l’Emilia-Romagna la protagonista dell’edizione 2026 della Convention Nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino, in programma dal 12 al 14 giugno in uno dei territori più straordinari d’Italia per densità di eccellenze enogastronomiche, storia, cultura e paesaggio. Tre giorni intensi tra Parma, Modena e Reggio Emilia, con Parma — Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, capitale del Prosciutto e del Parmigiano Reggiano, città che ha fatto del gusto una forma d’arte — nel ruolo di città base e cuore pulsante dell’intero evento.
Un weekend che porterà oltre 100 professioniste del vino provenienti da tutta Italia — produttrici, enologhe, sommelier, giornaliste, comunicatrici, avvocate, architette — attraverso cantine, caseifici, siti UNESCO, masterclass e cene di gala, in un programma che intreccia degustazione, cultura del territorio e narrazione dell’identità. Non una gita. Un atto culturale.
L’edizione 2026 è stata orchestrata dalla Delegazione Regionale Emilia-Romagna delle Donne del Vino e coordinata da Paola Gorgatti, Delegata Regionale (Azienda Agricola La Madonnina, Torrechiara, Parma), con le Vice Delegate Enza Bergantino (Jacleroi, agenzia specializzata in food & wine con base nella Food Valley, Parma) e Claudia Riva di Sanseverino (Wine & Food Explorer, Organizzazione Eventi, Comunicazione e Storytelling). L’evento gode del Patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Parma, Modena e Castelvetro di Modena, ed è il frutto di una rete istituzionale e produttiva straordinaria: i Consorzi di tutela delle denominazioni dell’Emilia e della Romagna, l’Enoteca Regionale e i siti UNESCO modenesi.
A completare la rete, una squadra di aziende private che hanno creduto nel progetto e scelto di farne parte: CREDEM Euromobiliare Private Banking, Amorim Cork Italia, Vetreria Etrusca, Lux et Vinum, Luxoro Kurz, Trabucco, Lorenzo Mecarini Financial Advisor & Business Manager, Carthusia, Vin Strip, AIS Emilia Parma e ONAV Sezione di Modena.

“Portare la Convention Nazionale a Parma non è stato solo un atto organizzativo: è stato un atto di amore per questo territorio. Parma, con le sue eccellenze, la sua storia, la sua capacità di trasformare il quotidiano in cultura, è la cornice perfetta per raccontare chi siamo e dove vogliamo andare. Abbiamo costruito un programma che non porta le Donne del Vino in Emilia-Romagna: le porta dentro l’Emilia-Romagna.”: commenta Paola Gorgatti, Delegata Regionale Emilia-Romagna, Le Donne del Vino.
“La Convention nazionale delle Donne del Vino rappresenta ogni anno un momento prezioso di confronto, crescita e condivisione. Quest’anno, in Emilia-Romagna, vogliamo riflettere sul ruolo che il vino e il cibo possono svolgere nel costruire relazioni autentiche tra persone e territori. In un tempo dominato dalla velocità e dalle connessioni digitali, il valore dell’incontro umano diventa ancora più importante. L’enoturismo ci insegna che chi viaggia non cerca soltanto una degustazione o un paesaggio da fotografare, ma desidera entrare in contatto con storie, identità e comunità. Come Donne del Vino crediamo che una delle sfide più importanti per il nostro settore sia continuare a fare del vino uno strumento di accoglienza, dialogo e connessione tra persone, generazioni e culture diverse.”:aggiunge Daniela Mastroberardino, Presidente Nazionale Le Donne del Vino.
Un programma ricco e dinamico
Venerdì 12 giugno si entra subito nel vivo con la visita alla Cantina Settecani della socia Daniela Vaschieri, a Castelvetro di Modena, produttore di riferimento del Lambrusco Grasparossa, e con la Masterclass “Spumeggiante Emilia: le bollicine che ti rubano il cuore” al Castello di Levizzano, condotta da Matteo Pessina, sommelier, docente ALMA e degustatore ufficiale AIS. A seguire, degustazioni con i Consorzi del Parmigiano Reggiano DOP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP con visita ai siti UNESCO di Modena.
Sabato 13 giugno la giornata è interamente dedicata al momento clou della convention: il Convegno Nazionale al Palazzo del Governatore di Parma, con inizio alle ore 10:00. A mezzogiorno, light lunch al Complesso San Paolo, che accoglie le delegate a pochi passi dal Palazzo. Nel pomeriggio, visita guidata della città con il Museo Diffuso del Gusto — un tour storico-artistico attraverso i luoghi che hanno scritto la storia della cultura alimentare parmigiana: dalla Piazza Grande alla Pilotta, dalle spezierie ai borghi dei mestieri. La serata si chiude con la Cena di Gala al Labirinto della Masone di Fontanellato: il più grande labirinto del mondo, capolavoro ideato da Franco Maria Ricci, dove arte, architettura e paesaggio si fondono in un’esperienza che è già, di per sé, racconto di territorio.
Domenica 14 giugno si conclude con la visita al Caseificio Latteria Santo Stefano e alle Cantine Albinea Canali (Reggio Emilia), con la Masterclass “Radici rare — vitigni autoctoni dell’Emilia-Romagna tra identità e biodiversità” condotta da Antonella Pizzi e Annamaria Compiani (AIS Parma): un viaggio tra vitigni autoctoni e identità vitivinicola emiliana.
Il Convegno Nazionale: una tesi, non uno slogan
Sabato 13 giugno, alle ore 10:00, nel Palazzo del Governatore in Piazza Garibaldi a Parma, si tiene il Convegno Nazionale 2026 sul tema: “Donne, Vino, Cibo. Territori che si raccontano: quando il gusto diventa destinazione”.
Una tesi precisa: le denominazioni DOP, IGP, DOC e DOCG non devono restare semplici certificazioni tecniche, ma diventare architetture di senso — sistemi capaci di tenere insieme produzione, paesaggio, accoglienza e narrazione. Dal disciplinare alla destinazione.
L’Emilia-Romagna è oggi la prima regione in Europa per denominazioni agroalimentari certificate: 45 tra DOP e IGP — con l’Erbazzone Reggiano IGP tra le ultime new entry — più 30 denominazioni vitivinicole tra DOCG, DOC e IGT. L’agroalimentare regionale vale 37 miliardi di euro, con 10,2 miliardi all’export. La DOP economy genera da sola 3,9 miliardi. Numeri solidi: ora serve la capacità di trasformare una filiera in un’esperienza di territorio.
Il convegno sarà moderato da Enza Bergantino, Vice Delegata Regionale Emilia-Romagna dell’Associazione Le Donne del Vino.
I saluti istituzionali saranno portati da Barbara Lori (Vicepresidente Assemblea Legislativa, Regione Emilia-Romagna), Alessio Mammi (Assessore all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la UE, Regione Emilia-Romagna), Lorenzo Lavagetto (Vicesindaco di Parma), dalla Presidente Nazionale Daniela Mastroberardino e dalla Delegata Regionale Paola Gorgatti.
Intervengono: Maddalena Fossati (Direttrice de La Cucina Italiana); Alessio Mammi (Assessore all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la UE, Regione Emilia-Romagna); Francesca Fattore (Brand Ambassador Freccianera Fratelli Berlucchi, Donna del Vino Lombardia); On. Stefano Vaccari (Capogruppo PD-IDP, XIII Commissione Agricoltura). A seguire, Talk Show aperto al pubblico con tutti i relatori.
“Questo convegno nasce da una convinzione precisa: che le denominazioni non siano solo strumenti di tutela, ma infrastrutture culturali capaci di trasformare un territorio in una destinazione. L’Emilia-Romagna ha i numeri, ha i prodotti, ha la storia. Quello che vogliamo costruire insieme — istituzioni, produttori, comunicatori — è il sistema che li tiene uniti. Il 13 giugno a Parma non celebriamo un’eccellenza. Apriamo un cantiere.”
Enza Bergantino, Vice Delegata Regionale Emilia-Romagna, Le Donne del Vino
Chi sono le Donne del Vino: posizione, non quota
Con quasi quarant’anni di storia e 1.260 socie in tutta Italia, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è la più grande associazione di enologia al femminile al mondo. Produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, comunicatrici, avvocate, architette: donne trasversali alla filiera, dalla vigna alla governance. Guidata dalla Presidente Daniela Mastroberardino, rieletta all’unanimità per il triennio 2026–2028, l’Associazione non rivendica una quota. Rivendica una competenza. Una visione. Una posizione.
Il Convegno del 13 giugno non è un convegno di settore. È un atto culturale che usa vino e cibo come lenti per leggere un’Italia che compete nel mondo. Le infrastrutture non si costruiscono da sole. Si costruiscono insieme. E l’Emilia-Romagna, questa volta, lo sta dimostrando.

