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Iran e prezzi: diminuzione minima dei carburanti alla pompa, in aumento beni di largo consumo al dettaglio

(Sesto Potere) – Roma – 21 aprile 2026 – I ribassi dei listini dei carburanti alla pompa sono del tutto insufficienti e, ancora una volta, dimostrano le asimmetrie che caratterizzano il comparto dei prodotti petroliferi in Italia.

Lo afferma il Codacons, sulla base degli ultimi dati comunicati dal Mimit.

Il prezzo medio del gasolio scende oggi a 2,103 euro al litro, con un ribasso del -3,7% rispetto al 9 aprile, data a partire dalla quale sono iniziati i ribassi alla pompa – analizza il Codacons – Per la benzina la riduzione è ancora più contenuta, e si attesta al -1,9%, con il prezzo medio che scende da 1,792 a 1,758 euro/litro.

In termini di spesa, il risparmio su un pieno di gasolio è oggi pari in media a 4 euro rispetto ai listini dello scorso 9 aprile, mentre su un pieno di benzina la spesa scende di 1,7 euro.

Le quotazioni del petrolio, tuttavia, hanno registrato una discesa molto più sostenuta, passando dai circa 110 dollari al barile del 7 aprile agli attuali 95 dollari, con un deprezzamento del -13,6% che non si è ancora trasferito ai listini presso i distributori: evidenzia l’associazione.

Questo dimostra ancora una volta il fenomeno della doppia velocità dei prezzi dei carburanti denunciato in tempi non sospetti dal Codacons, con la discesa dei listini alla pompa che risulta sempre più lenta rispetto ai rialzi legati all’andamento del petrolio. Un fenomeno che costa milioni di euro al giorno agli automobilisti italiani e aggrava i costi di trasporto per una moltitudine di prodotti.

E la crisi in Medio Oriente rischia di far salire anche i prezzi al dettaglio anche di beni di largo consumo come le bevande e l’acqua minerale che, ad una prima analisi, non dovrebbero risentire della delicata situazione geopolitica in atto, al punto che una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale potrebbe a breve costare fino a 5/6 centesimi di euro in più, determinando una stangata sui consumatori italiani da complessivi 606 milioni di euro annui, con un aggravio di costo del +20% rispetto agli attuali listini al dettaglio mentre per le altre bevande si stima un aumento del +10%.
Afferma ancora il Codacons, che è entrato in possesso di alcune comunicazioni formali di aggiornamento al rialzo dei prezzi da parte dei produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l’acqua minerale e le bevande in generale.

Una vicenda che finisce ora al vaglio dell’Antitrust, a cui la stessa associazione ha inviato un esposto affinché si accerti la legittimità delle pretese economiche e possibili fenomeni speculativi che danneggerebbero i consumatori.