(Sesto Potere) – Forlì, 10 ottobre 2026 – Sabato 10 ottobre, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, Futuro Nazionale sarà presente in Piazza Saffi, a Forlì, con un gazebo e un incontro informativo aperto alla cittadinanza per dire “no” alla legge islamica e “no” ai tribunali islamici in Italia. Il messaggio del partito è: “Chi vuole la Sharia torni a casa sua!”
L’iniziativa, promossa dal Comitato forlivese di Futuro Nazionale, si inserisce nel dibattito ospitato da tutta la stampa nazionale e suscitato dall’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Padova dall’avvocato Francesco Minutillo, componente dell’Assemblea nazionale del movimento e referente del Comitato di Forlì, sulla costituzione della Camera Arbitrale Islamica Italiana.
«Non nascondo la mia profonda soddisfazione, personale e politica, per quanto accaduto in questi giorni. È bastata una mia “sparata” , con la semplice penna di un avvocato, un esposto alla Procura della Repubblica unitamente alla determinazione di tutto il partito Futuro Nazionale Vannacci e ai nostri deputati per squarciare il velo – ed è proprio il caso di dirlo – su una questione che merita di essere affrontata senza reticenze e sulla quale stavo indagando da tempo e che mi ha portato a scoprire la Camera Arbitrale Islamica di cui nessuno conosceva l’esistenza fino a due giorni fa»: afferma Minutillo (nella foto in alto con Vannacci).
«La vicenda di Padova – aggiunge – rappresenta soltanto il punto di partenza di una questione potenzialmente assai più ampia. Occorre comprendere se, e in quale misura, sul territorio nazionale operino altre forme di giustizia religiosa, anche informali, nelle quali le controversie vengano risolte facendo riferimento alla Sharia anziché ai principi dell’ordinamento italiano. Non sappiamo ancora quale sia la reale diffusione di queste pratiche, ed è precisamente per questo che occorrono verifiche serie e approfondite. Il rischio che possano consolidarsi circuiti paralleli di risoluzione delle controversie, accompagnati da pressioni comunitarie e sociali, non può essere liquidato con superficialità».
«Oggi i riflettori dell’informazione nazionale sono puntati su questa questione. Quotidiani, televisioni, agenzie di stampa e rappresentanti delle istituzioni hanno cominciato a occuparsene. Il tema è entrato nel dibattito politico, sollecitando prese di posizione di diverse forze parlamentari e l’attenzione del ministro della Giustizia. È motivo di particolare orgoglio constatare che tutto questo abbia avuto origine da un’iniziativa assunta nell’ambito di Futuro Nazionale, dal Comitato di Forlì e da me personalmente»: continua il referente del Comitato di Forlì di Futuro Nazionale.
«Non è in discussione la libertà religiosa, che la Costituzione riconosce e garantisce a tutti. È in discussione un principio diverso e fondamentale: in Italia la legge è quella della Repubblica e nessuna autorità religiosa può pretendere di sostituirsi all’ordinamento dello Stato. L’arbitrato privato è ammesso nei limiti previsti dalla legge italiana; altra cosa sarebbe attribuire a precetti religiosi una pretesa autorità superiore alle norme inderogabili, ai diritti fondamentali e all’ordine pubblico. La Sharia appartiene a una tradizione religiosa e giuridica che non può essere imposta come ordinamento parallelo nel nostro Paese. Chi intende vivere secondo quei precetti è libero di farlo nella propria sfera personale, nei limiti della legge; chi pretende di trasformarli in un sistema di giustizia alternativo a quello italiano deve sapere che qui valgono la Costituzione e le leggi della Repubblica. Chi vuole l’applicazione della legge islamica come legge dello Stato deve rivolgersi agli ordinamenti che la prevedono, non pretendere di introdurla in Italia»: dichiara Minutillo.
«L’esposto di Padova ha avuto almeno un risultato indiscutibile: ha portato all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica una questione che deve essere esaminata con rigore giuridico, senza pregiudizi ma anche senza indulgenze. L’accertamento dei fatti spetta naturalmente alla magistratura. Il compito della politica è impedire che si affermino, anche solo di fatto, sistemi di giustizia incompatibili con i principi fondamentali della nostra Repubblica. E sabato mattina saremo in Piazza Saffi per spiegare ai cittadini le ragioni della nostra iniziativa, illustrare il contenuto dell’esposto e ribadire che la libertà religiosa non può mai trasformarsi nella pretesa di istituire una giustizia parallela. La battaglia di Futuro Nazionale Vannacci è diventata una questione di interesse nazionale. Ne rivendichiamo con orgoglio l’iniziativa, insieme a Futuro Nazionale e al nostro Comitato di Forlì. E non intendiamo fermarci qui»: conclude l’avvocato Francesco Minutillo.

