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Electrolux, dopo 2 giorni di vertenza al Mimit nessun passo avanti. Confermati 297 esuberi nello stabilimento di Forlì

(Sesto Potere) – Forlì – 5 settembre 2026 — “Le conclusioni dell’ultimo tavolo di confronto tecnico al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul caso Electrolux non hanno nulla di buono”. È quanto dichiarano congiuntamente il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, al termine dei due giorni di confronto al Mimit sul futuro degli stabilimenti Electrolux.

Il tavolo si è concluso senza il cambio di passo auspicato. Per lo stabilimento di Forlì l’azienda ha confermato un quadro di 297 esuberi complessivi, di cui 214 operai della produzione e 83 lavoratori dello staff. A fronte della riduzione dell’organico, il piano prevede anche una significativa diminuzione dei volumi produttivi e, contemporaneamente, un aumento significativo dei pezzi prodotti sulle linee di montaggio.

“In sostanza, dopo mesi di discussione e apparenti aperture si torna al punto di partenza, con esuberi pesantissimi, chiusura di linee e l’abbandono senza prospettive del sito di Cerreto d’Esi- sottolineano de Pascale e Paglia– Nelle prossime ore chiederemo alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali un incontro, per condividere una valutazione e stabilire insieme i prossimi passi. Fin dall’inizio abbiamo detto che la vertenza non riguardava solo le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, ma l’intero Paese e il suo futuro industriale. Per questo si tratta di una vicenda politica che non può che essere risolta sul piano politico, come giustamente tornano a chiedere i sindacati”.

“Chiediamo a Palazzo Chigi di farsi carico fino in fondo di trovare una soluzione, in un confronto diretto con la proprietà- continuano presidente  de Pascale e assessore  Paglia– Gli strumenti e le possibili soluzioni in grado di garantire a Electrolux uno sviluppo nel nostro Paese sono noti a tutti fin dall’inizio. Adottarle o meno significa sapere e volere costruire una relazione strategica tra l’Italia e la proprietà. Ora si tratta di capire se il Governo Meloni voglia o meno esercitare il suo ruolo fino in fondo.

“Da parte della Regione Emilia-Romagnaconcludono i due amministratori – troverà la massima collaborazione e disponibilità, come è stato dal primo minuto. La stessa disponibilità la troveranno lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali per tutte le iniziative di mobilitazione che vorranno intraprendere”.

Per il sindacato USB  Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale il risultato del tavolo di confronto tecnico al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul caso Electrolux è netto: “l’azienda non ha ritirato il piano iniziale e non ha presentato alcuna vera discontinuità. La riduzione degli esuberi rappresentata da Electrolux è minima e, soprattutto, costruita su dati non omogenei. Nel frattempo gli organici sono già diminuiti e nella fotografia iniziale erano compresi anche lavoratori a tempo determinato già fuoriusciti, che oggi non vengono ricompresi nelle eccedenze. Una modalità di rappresentazione poco chiara, che non consente un confronto trasparente tra il piano iniziale e quello attuale. C’è poi un elemento che attraversa tutti gli stabilimenti: Electrolux vuole ridurre gli organici aumentando contemporaneamente la prestazione di chi resta. Con modalità diverse sito per sito, il piano prevede aumenti di produttività e delle cadenze. Gli esempi più evidenti sono Solaro e Susegana, dove si arriva a prospettare fino a 140 pezzi l’ora, circa uno ogni 26 secondi. La logica è evidente: meno lavoratori, più produzione per addetto. Per USB è inaccettabile che il recupero di competitività venga scaricato ancora una volta sulle condizioni di lavoro”.

Per USB la fase tecnica: “è esaurita” e il piano proposto dall’azienda “resta inaccettabile” con: “chiusure, riduzione degli organici, aumento della prestazione e nessuna garanzia sufficiente sulle funzioni di staff e IT”. Il sindacato USB  Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale chiede quindi la convocazione immediata del tavolo politico alla presenza del ministro Urso e spiega: “Ora deve intervenire la politica: Electrolux non può pensare di ottenere tutto — meno occupazione, più produttività e risorse pubbliche — scaricando il costo sui lavoratori e sul sistema industriale italiano”. Per USB è necessario anche riprendere rapidamente la mobilitazione in tutti i siti industriali  Electrolux.