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Contro le frodi sui carburanti controlli di Finanza e Dogane agli impianti stradali di distribuzione

(Sesto Potere) – Roma – 26 agosto 2026 – Guardia di Finanza e Agenzia Dogano hanno intensificato l’attività in questi giorni, caratterizzati da massicci spostamenti estivi, di contrasto al gravissimo fenomeno delle frodi sui carburanti, rispondendo alla prioritaria esigenza di tutelare i consumatori e garantire la conformità del carburante erogato presso gli impianti stradali di distribuzione.

Nel dettaglio, nell’ambito del Protocollo d’intesa tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli dell’Area Territoriale di Viterbo, insieme ai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo, hanno potenziato le operazioni di controllo nei confronti dei distributori di carburante, al fine di verificare la qualità degli idrocarburi per autotrazione.

Le operazioni hanno interessato contemporaneamente nove impianti di erogazione su Viterbo e provincia.

Numerose sono state le analisi delle campionature di gasolio prelevato per accertare la conformità dei parametri del prodotto con l’ausilio del Laboratorio Chimico Mobile di Roma dell’Agenzia. All’esito di tali analisi è stata rilevata la detenzione, ai fini della vendita, di gasolio per autotrazione non conforme alla normativa vigente in relazione al punto di infiammabilità.
Il serbatoio del distributore stradale dove era stoccato tale gasolio è stato sottoposto a sequestro d’urgenza da parte dei finanzieri della
Compagnia di Tarquinia, intervenuti congiuntamente al personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Viterbo, mentre il titolare dell’impianto è stato deferito alla locale Procura della Repubblica di Viterbo per l’ipotesi di reato di frode in commercio.

Sempre nell’ambito dell’ attività di controllo sulla distribuzione, circolazione e commercializzazione dei carburanti, il personale dell’Area territoriale di Frosinone dell’Ufficio Agenzia delle Dogane e Monopoli Lazio 4 ha rinvenuto e posto sotto sequestro 7686 litri di prodotto risultato non a norma.

All’esito dell’attività, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, il legale rappresentante della società coinvolta, per il reato previsto e punito dall’art. 515 del Codice penale: frode nell’esercizio del commercio.

L’operazione è stata pianificata al fine di garantire il corretto assolvimento degli obblighi impositivi e il regolare funzionamento dei sistemi di erogazione, nonché di verificare la qualità del prodotto venduto e la trasparenza dei prezzi al consumatore.