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Confartigianato Cesena, 50 imprenditori all’assemblea nazionale: ‘Ottenuta la storica riforma della legge quadro’ 

(Sesto Potere) – Cesena – 29 ottobre 2026 – Il via libera del Governo alla riforma della legge quadro sull’artigianato, attesa da oltre quarant’anni, segna una svolta storica per il tessuto produttivo italiano e viene accolto con forte entusiasmo anche dal territorio cesenate. L’annuncio è arrivato direttamente dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso dell’Assemblea nazionale di Confartigianato – riunita per celebrare gli 80 anni della Confederazione –, confermando l’approvazione del provvedimento in Consiglio dei ministri insieme alla legge di Bilancio.

All’appuntamento a Roma ha preso parte una folta delegazione di Confartigianato Cesenate: cinquanta imprenditori guidati dal Gruppo di Presidenza – Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati – e dal segretario Stefano Bernacci, presenti per testimoniare la centralità del lavoro artigiano locale e sostenere un passaggio normativo cruciale. Anche per le imprese del comprensorio di Cesena, infatti, l’aggiornamento di una disciplina ferma al 1985 rappresenta la risposta a un bisogno concreto: permettere alle aziende di crescere, investire in tecnologie avanzate, assumere personale qualificato e aprirsi ai mercati internazionali senza il rischio di perdere la qualifica artigiana, la propria vocazione e la propria identità.

Come evidenziato dal presidente nazionale Marco Granelli, la vecchia legge era ormai «un abito troppo stretto» rispetto a laboratori che negli anni si sono profondamente trasformati. Una trasformazione evidente anche nelle dinamiche del cesenate, dove la crescita aziendale deve poter andare di pari passo con la competitività. I delegati cesenati hanno condiviso le priorità emerse dalla relazione, che accanto alla riforma chiede interventi strutturali su costi energetici, accesso al credito e pressione fiscale.

A pesare sui bilanci aziendali sono anche le conseguenze dell’instabilità geopolitica: tra il 2022 e il 2026 lo shock dei costi per l’Italia è stimato in 296,3 miliardi di euro, con il caro-energia che vede le piccole imprese pagare l’elettricità il 22,1% in più rispetto alla media europea. La richiesta è accompagnare le imprese del Paese con regole moderne eque, misure concrete come l’energy release e condizioni adeguate per continuare a creare lavoro e innovazione.