sabato, Ottobre 10, 2026
HomeEmilia-RomagnaConfagricoltura Forlì-Cesena e Rimini incontra l'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi 

Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini incontra l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi 

(Sesto Potere) – Cesena – 10 ottobre 2026 – Costi di produzione sempre più elevati, difficoltà nel reperire manodopera, concorrenza internazionale e margini economici che si assottigliano, mettendo a rischio la continuità delle imprese agricole. Sono i principali temi affrontati ieri mattina nella sede cesenate di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, dove l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi ha incontrato i vertici dell’associazione e numerosi imprenditori agricoli associati.

Un confronto aperto e franco, apprezzato da Confagricoltura per la disponibilità all’ascolto e la possibilità di rappresentare direttamente le difficoltà che le aziende stanno affrontando.

«Il problema centrale dell’agricoltura oggi è la redditività. Le nostre imprese devono sostenere costi crescenti per il lavoro, l’energia e i mezzi tecnici, mentre i prezzi riconosciuti ai produttori spesso non consentono margini adeguati. La difficoltà di trovare personale pesa soprattutto sulle aziende più strutturate, ma anche le piccole e medie imprese stanno attraversando una fase estremamente delicata. Ci sono agricoltori che faticano a trovare le risorse per programmare le prossime semine. Non possiamo limitarci a constatare queste difficoltà: i problemi sono noti e occorrono scelte politiche concrete per affrontarli», dichiarano il presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Daniele Montemaggi, e il direttore Luca Gasparini.

Tra le questioni sollevate dagli imprenditori agricoli anche quella della competitività delle produzioni europee rispetto alle importazioni da Paesi terzi. Il tema riguarda in particolare il principio di reciprocità delle regole, l’utilizzo di prodotti fitosanitari e la tutela delle produzioni di qualità e di origine.

«La qualità è un punto di forza della nostra agricoltura, ma non può essere l’unico elemento su cui competere. Dobbiamo anche essere messi nelle condizioni di produrre, con rese e costi sostenibili. Non è accettabile che i nostri agricoltori debbano confrontarsi con concorrenti che possono utilizzare strumenti di difesa delle colture da noi vietati da anni. Servono regole eque e controlli efficaci sulle importazioni. Non chiediamo privilegi, ma condizioni di concorrenza paritarie, perché è in gioco la tenuta del nostro sistema produttivo», aggiungono Montemaggi e Gasparini.

Su questi aspetti il confronto con Mammi ha toccato anche la necessità di una maggiore armonizzazione delle norme europee, a partire dalle deroghe sull’impiego dei prodotti fitosanitari, che non dovrebbero creare disparità tra gli Stati membri. È stata inoltre evidenziata l’importanza di rafforzare e uniformare i controlli sulle merci in ingresso nell’Unione europea, superando le differenze operative tra i singoli Paesi.

Un passaggio significativo dell’incontro è stato dedicato alla futura Politica agricola comune 2028-2034. L’assessore Mammi ha illustrato le principali preoccupazioni della Regione Emilia-Romagna, impegnata nel confronto istituzionale sul futuro della PAC.

Tre, in particolare, le criticità evidenziate. La prima riguarda le risorse economiche: rispetto all’attuale programmazione, il rischio di una riduzione dei finanziamenti è stato quantificato in circa 80 miliardi di euro a livello europeo, con potenziali ricadute per 8 miliardi sull’Italia e 700-800 milioni sull’Emilia-Romagna. Gli impegni politici per recuperare le risorse devono ancora tradursi in garanzie definitive, senza dimenticare l’erosione del loro valore reale determinata dall’inflazione.

Il secondo nodo è rappresentato dall’ipotesi di far confluire la PAC in un fondo più ampio, insieme ad altre politiche europee, con il rischio di mettere in concorrenza le risorse destinate all’agricoltura con quelle per altri settori. Il terzo riguarda il possibile processo di rinazionalizzazione della politica agricola, che potrebbe ridurre il ruolo delle Regioni nella programmazione degli interventi, nonostante le profonde differenze tra i sistemi agricoli dei diversi territori.

«Abbiamo apprezzato la franchezza dell’assessore Mammi e la sua disponibilità a confrontarsi direttamente con gli imprenditori. È importante che le istituzioni ascoltino chi ogni giorno affronta le difficoltà di fare agricoltura. La prossima PAC sarà determinante, ma le nostre aziende hanno bisogno di risposte anche nell’immediato. Difendere la redditività significa difendere la produzione agricola, l’occupazione e la vitalità economica dei nostri territori», concludono Montemaggi e Gasparini.