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Capitale della Cultura, centrosinistra e M5S Forlì: “traguardo mancato, ma un nuovo inizio” 

(Sesto Potere) – Forlì – 18 marzo 2026 – Continuano le reazioni politiche e partitiche dopo la proclamazione di Ancona a Capitale italiana della cultura 2028.

“La mancata designazione di Forlì a Capitale Italiana della Cultura 2028 non deve essere vissuta come una sconfitta fine a sé stessa, ma come un potente stimolo per il futuro”: commentano le forze di opposizione in consiglio comunale a Forlì che intervengono congiuntamente per ribadire che: “il lavoro svolto dal comitato scientifico rappresenta un punto di partenza.”

“Il nostro obiettivo resta quello di rendere Forlì una città più accogliente, dinamica e capace di porsi come vero centro di rigenerazione culturale. Il dossier prodotto dal comitato scientifico è un piano d’azione ambizioso. Questo progetto ha messo allo stesso tavolo istituzioni e realtà culturali di tutta la provincia e non solo, dimostrando che la collaborazione tra città è possibile. Il dossier non deve quindi essere chiuso in un cassetto, e chiederemo che le linee guida vengano integrate nella programmazione amministrativa dei prossimi anni. Saremo sempre al fianco della nostra città nelle sfide che verranno, agendo come stimolo e supporto affinché quel programma venga condiviso, sviluppato e messo in pratica”: scrivono in una nota congiunta i consiglieri comunali del Partito Democratico, di Rinnoviamo Forlì, di Alleanza Verdi Sinistra, e del Movimento 5 Stelle.

“La cultura deve farsi “luogo di generazione”, intercettando i bisogni dei giovani, delle associazioni e delle imprese creative del territorio. Non dimentichiamo l’importanza che il progetto aveva nel dare speranza a tanti operatori della cultura che necessitano di supporto e stabilizzazione. La sfida di Forlì Capitale della Cultura prosegue nei fatti. La città merita l’impegno della politica nella cura dei nostri luoghi e nel sostegno a chi produce bellezza e sapere ogni giorno, cura e sostegno che fino ad oggi sono mancati”: concludono i gruppi comunali di opposizione.