(Sesto Potere) – Bologna – 5 maggio 2026 – “Camminate di quartiere, future lab, world cafè, mappa dei territori”. Sono i titoli delle prime linee guida in Regione Emilia-Romagna “per l’amministrazione condivisa” del terzo settore, tra attività di coprogrammazione e coprogettazione “per produrre il cambiamento”, alla luce delle nuove sfide nel settore.
A un convegno a Bologna dall’assessora regionale al Welfare Isabella Conti, se ne parla con Alberto Alberani, portavoce del Forum del Terzo Settore, Mauro Bosi, presidente di Confederazione regionale Csv, ed Erika Capasso, coordinatrice Politiche per il Terzo settore di Anci Emilia-Romagna.
“Adottiamo queste nuove Linee guida- evidenzia Conti dal palco- per collaborare in modo sempre più trasparente, costruttivo, partecipato con gli enti del Terzo settore, con cui abbiamo lavorato insieme per realizzare anche questo documento. Co-amministrare, co-progettare, lavorare in convenzione con queste realtà per noi significa scegliere di valorizzare il rapporto con le comunità, passando da una logica di erogazione di prestazioni e servizi- è il punto sottolineato dall’assessora- a una logica di prossimità, integrazione, cooperazione, comunanza di scopo. È seguendo questa strada che le pubbliche amministrazioni possono favorire dinamiche di fiducia e reciprocità con le varie organizzazioni presenti sui territori, condividere visioni, leggere la realtà e interpretare i bisogni emergenti, identificare metodologie comuni per una governance condivisa”. È proprio in questo modo, per Conti, che “pubblico e privato, nel rispetto dei propri ruoli, possono contribuire alla costruzione del futuro, individuando criticità e opportunità”.
Tra gli altri aspetti, nella fase propedeutica degli accordi sono previste dunque operazioni di mappatura del territorio, per “sollecitare la collaborazione e tessere relazioni”. Si spazia dalle camminate di quartiere, per riavvicinare le amministrazioni pubbliche alla cittadinanza, così da “raccogliere bisogni, proposte, racconti”, ai “future lab per immaginare visioni di futuro probabile o desiderabile” e ai “world café per promuovere conversazioni creative, vivaci, concrete su questioni rilevanti”.
Apprezza il nuovo slancio Alberani: “In Emilia-Romagna non partiamo da zero. La co-programmazione e la co-progettazione sono nel dna di cittadini e funzionari delle Pubbliche amministrazioni che hanno condiviso dal dopoguerra in poi medesimi obiettivi. L’importante- raccomanda Alberani- è mantenere alto l’impegno di realizzare co-programmazioni che indichiamo un chiaro percorso per svolgere co-progettazioni utili ai territori”. Nelle 30 pagine di documento sulle linee guida, in particolare, si prevede come la “co-progettazione” abbia portata innovativa “nella possibilità di trattare in un unico procedimento amministrativo bisogni trasversali a materie di competenze di assessorati o uffici diversi”, evitando di avere interventi frammentati e non coordinati tra loro. Tutto rientra nel quadro del progetto “Amministrazione condivisa bene comune”, realizzato con le risorse del Fondo sociale europeo 2021-2027 assegnate alla Regione e approvato dalla giunta nel giugno 2025: è stato avviato lo scorso novembre e ad oggi le attività formative hanno coinvolto 500 partecipanti, con webinar, attività d’aula e laboratori.

