(Sesto Potere) – Bologna – 17 settembre 2026 – Nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, si è tenuta oggi la riunione tecnica della prima Conferenza internazionale dell’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la piattaforma stabile di collaborazione politica e tecnica fra i territori che punta a condividere esperienze e soluzioni nonché a rafforzare il ruolo delle Regioni nelle politiche Ue sull’acqua, sulla prevenzione dei rischi e sull’adattamento al cambiamento climatico.
A Barbara Lori, vicepresidente dell’Assemblea legislativa, è stata affidata l’apertura dei lavori della sessione tecnica in cui si sono esaminati i piani di attuazione delle tre task force dedicate ai regolamenti e ai piani Ue, allo scambio di esperienze, competenze e formazione e al tema dei finanziamenti, coordinate rispettivamente dalle Regioni di Murcia e Valencia e dall’Emilia-Romagna, oltre ai prossimi passi dell’Alleanza.
“L’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici è stata fortemente voluta dalla nostra Regione e dal presidente de Pascale. Quindi, è un onore accogliere la prima Conferenza internazionale dell’Alleanza” ha evidenziato la vicepresidente.
“I nostri territori” ha ricordato Lori “hanno sperimentato le conseguenze drammatiche di eventi metereologici estremi, oggi sempre più frequenti. Le evidenze dei dati scientifici sono alla portata di tutti, così come gli effetti di un clima in rapido cambiamento. In questo scenario il nostro impegno vuole essere ancora più convinto: vogliamo cooperare per contribuire allo sviluppo delle politiche europee per una gestione sostenibile delle risorse idriche, per la prevenzione dei rischi ambientali e per la sicurezza delle nostre comunità”.

Nel corso del suo intervento Barbara Lori ha evidenziato come le Regioni possano giocare un ruolo strategico per tutelare l’acqua come bene pubblico e l’accesso all’acqua come diritto fondamentale: in questa direzione un’Alleanza che coinvolge ben 29 Regioni di 10 Paesi europei rappresenta un passo importante. “Le nostre Regioni vogliono e possono essere protagoniste di un percorso di adattamento al cambiamento climatico e di valorizzazione delle risorse idriche, mettendo insieme competenze, visioni e buone pratiche. Vogliamo contribuire alla definizione di una Strategia europea realmente capace di rispondere ai bisogni locali e di tutelare la qualità della vita delle nostre comunità” ha dichiarato.
La vicepresidente, infine, ha sottolineato come rafforzare la cooperazione fra le Regioni significhi contribuire alla costruzione di una risposta europea più solida ed efficace, fondata sulla prevenzione, sull’innovazione e sulla gestione sostenibile delle risorse idriche.
Non solo: cooperazione vuol dire anche valorizzazione del ruolo dei territori nell’attuazione delle politiche comunitarie e nella definizione di soluzioni concrete a livello locale, sempre più vicine alle esigenze delle persone e capaci di offrire maggiore protezione a cittadine, cittadini e imprese. In questo percorso – ha spiegato la vicepresidente – il coinvolgimento della comunità scientifica e della società civile rappresenta un elemento essenziale per promuovere una visione condivisa e responsabile del futuro.
Lori ha concluso il suo intervento dichiarando che “è proprio su quest’alleanza di competenze, responsabilità e impegno comune che possiamo rafforzare la capacità della nostra Unione Europea di affrontare con efficacia e lungimiranza le grandi sfide ambientali che stiamo attraversando”.
L’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici
L’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici nasce il 4 marzo 2026 a Bruxelles, su iniziativa dell’Emilia-Romagna.
L’obiettivo è costruire una piattaforma stabile attraverso la quale le Regioni possano cooperare e contribuire direttamente alla definizione delle politiche europee per la sicurezza idrica, la preparazione e l’adattamento climatico.
L’Alleanza punta in particolare a rafforzare gli investimenti nella prevenzione di alluvioni, siccità, precipitazioni estreme, mareggiate e scarsità d’acqua; migliorare l’accesso dei territori ai finanziamenti europei; promuovere infrastrutture verdi e blu, rinaturalizzazione e modernizzazione delle reti idriche; accelerare ricerca e innovazione anche attraverso Big Data, supercalcolo e tecnologie avanzate; e condividere modelli di governance, sistemi di allerta e buone pratiche per la gestione delle emergenze e la ricostruzione secondo il principio del “build back better”.
Fra gli obiettivi dell’Alleanza c’è anche quello di favorire soluzioni adatte alle specificità dei diversi territori, tenendo conto delle differenze geografiche, climatiche, idrologiche, economiche e sociali delle Regioni europee.

