(Sesto Potere) – Bologna – 28 aprile 2026 – Prende il via a Bologna la mostra Le signore delle camelie nasce dall’incontro tra la fotografia documentaria di Isabella Franceschini (vedi un suo scatto fotografico, in alto) e l’impegno concreto di Stop TB Italia nella lotta contro la tubercolosi in Senegal.
È un progetto che si colloca in uno spazio pubblico, accessibile e quotidianamente attraversato, con l’intento di trasformare l’esperienza estetica in un’occasione di conoscenza e consapevolezza.
Stop TB Italia opera dal 2004 con un impegno civile e sociale, portando avanti programmi di sensibilizzazione, formazione e supporto al
paziente sia in Italia sia nei Paesi ad alta endemia. L’associazione, realtà no profit sostenuta da donazioni di privati, soci e sostenitori, fonda la propria azione su valori di equità, solidarietà e diritto universale alla salute. Attraverso la formazione del personale sanitario, la sensibilizzazione delle comunità e delle istituzioni e il sostegno concreto ai pazienti, Stop TB Italia contribuisce a costruire risposte efficaci e durature contro la malattia.
Portare queste immagini in un luogo come Salaborsa – in sala Scuderie dal 28 aprile al 16 maggio – significa infatti sottrarre la questione della tubercolosi alla dimensione della distanza geografica o dell’astrazione statistica, restituendole una dimensione umana, concreta e condivisa.
La mostra fotografica a cura di Lorenzo Balbi sarà accompagnata da tre talk aperti alla cittadinanza (mercoledì 29 aprile, mercoledì 6 maggio e mercoledì 13 maggio) ove si racconteranno storie di malati di tubercolosi e di guarigioni, l’impatto che la tubercolosi ha avuto nella storia e nell’arte e una riflessione sui determinanti sociali e sull’importanza di questi sulla salute globale.
Isabella Franceschini ha commentato così l’iniziativa: “Come fotografa documentarista sensibile alle tematiche femminili e sposata con un chirurgo, ho a lungo aspirato a realizzare un reportage sociale in ambito medico che mettesse al centro le donne. Ispirata dalla mia amica Marina Tadolini, medico infettivologo con grande esperienza in ambito di tubercolosi, ho preso piena consapevolezza del devastante impatto globale della tubercolosi e del suo impegno nel contrastarla come Presidente di Stop TB Italia ODV, un’associazione di volontariato attiva anche in Senegal. Per me la tubercolosi era una malattia ottocentesca, legata all’immaginario dell’eroina de La signora delle camelie di Dumas e alle arie de La Traviata di Verdi, memoria di un passato lontano. Marina mi ha invece raccontato come, solo a Bologna, vengano diagnosticati circa 120–130 nuovi casi all’anno, ovvero un caso ogni tre giorni. Mi ha spiegato come la tubercolosi sia ancora oggi la malattia
infettiva che causa il maggior numero di vittime a livello mondiale e rappresenti una delle più grandi sfide di salute pubblica. Eppure, rimane uno dei temi più trascurati, perché colpisce prevalentemente Paesi a risorse limitate, come quelli africani. Questa consapevolezza mi ha spinta a documentare in Senegal la lotta silenziosa contro la tubercolosi, portata avanti da donne carismatiche: operatrici sanitarie formate dall’associazione che, con determinazione e resilienza, individuano i casi sospetti nei villaggi e accompagnano i pazienti verso i centri sanitari per il trattamento. Nel corso di due anni e di diverse permanenze in Senegal, ho sviluppato il progetto fotografico Le signore delle
camelie, instaurando relazioni profonde e autentiche con alcune di queste donne…”.

