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Bologna, all’Opificio Golinelli bilancio Regione E-R politiche di rigenerazione urbana: in calo del 70% consumo di suolo

(Sesto Potere) – Bologna – 24 settembre 2026 – Un consumo di suolo netto che scende al livello più basso degli ultimi cinque anni, oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate cancellati. A questo si aggiungono i 248,1 milioni di euro di investimenti attivati per 191 interventi di rigenerazione urbana in 175 Comuni e 38 milioni di euro che hanno permesso di liberare circa 80 ettari di terreno in 22 siti inquinati. È il bilancio da cui parte la Regione Emilia-Romagna per aprire una nuova fase delle politiche di governo del territorio e, a quasi nove anni dall’approvazione della legge urbanistica regionale, avviare il percorso per il suo aggiornamento.

I risultati sono stati presentati oggi all’Opificio Golinelli di Bologna, nel corso dell’iniziativa “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica”, insieme alle esperienze realizzate grazie alle politiche regionali di rigenerazione urbana e bonifica ambientale. Una giornata per fare il punto su quanto realizzato nei territori e, allo stesso tempo, avviare il confronto sulle modifiche alla legge regionale 24 del 2017, a partire dall’esperienza maturata in questi anni e dalle nuove sfide ambientali, sociali ed economiche.

I dati restituiscono la dimensione del lavoro realizzato. Il consumo netto di suolo rilevato dalla campagna di monitoraggio 2026 scende a 344,69 ettari, il valore più basso del quinquennio 2022-2026, con una riduzione del 70% rispetto al 2025. Sul fronte della rigenerazione urbana, i tre bandi regionali del 2018, 2021 e 2024 hanno messo a disposizione 124,3 milioni di euro e attivato, insieme al cofinanziamento locale, 248,1 milioni di investimenti complessivi per 191 interventi in 175 Comuni. A questi si aggiungono le risorse per le bonifiche: 38 milioni di euro destinati a 22 siti inquinati. In corso, inoltre, un lavoro per definire indicatori in grado di misurare l’impatto complessivo di questi investimenti sul territorio. L’obiettivo è superare una valutazione basata esclusivamente sul valore economico dell’intervento realizzato, per considerare anche il ritorno più ampio e duraturo che l’investimento è in grado di generare.

A fare il punto su quanto fatto e sul percorso che si apre ora per l’aggiornamento della legge, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo. Presenti il presidente di Anci Emilia-Romagna, Marco Panieri, il presidente di Upi Emilia-Romagna, Giorgio Zanni.

Sono seguiti gli interventi delsindaco di Modena, Massimo Mezzetti, del vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni, di Omar Fulvio Bertoni, Amministratore di BlackBox – Ex Macello Milano e dell’architetto Mario Cucinella con una riflessione su “Città foresta umana. L’empatia ci aiuta a progettare”.

I commenti

“La legge urbanistica regionale ha segnato un cambio di passo importante nel governo del territorio, mettendo al centro due principi che per noi restano irrinunciabili: ridurre il consumo di suolo e rigenerare ciò che già esiste- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Priolo-. A quasi nove anni dalla sua approvazione possiamo misurare i risultati raggiunti da una legge che si conferma all’avanguardia. Per questo vogliamo aprire una nuova fase, per rimuovere ciò che ne ha ostacolato la sua piena attuazione o ciò che, per il mutato contesto, non appare più coerente con gli stessi obiettivi che l’impianto normativo si era posto. Lo faremo insieme ai territori, ascoltando Comuni e Province, professionisti, associazioni e parti sociali, perché le regole con cui governiamo il territorio devono essere capaci di accompagnarne concretamente lo sviluppo e tutelarne qualità e futuro”.

“Un incontro molto positivo, che ha confermato la sensibilità e la vicinanza del presidente de Pascale e dell’assessora Priolo nei confronti dei comuni e degli enti locali- sottolinea il presidente di Anci Emilia-Romagna, Panieri-. Da amministratori possiedono quella concretezza e quella capacità di entrare nel vivo dei problemi, immaginando e costruendo soluzioni possibili su ogni tematica. Nel suo rinnovato impegno, sono felice che la relazione fra Regione Emilia-Romagna e Anci Emilia-Romagna sia solida e concreta su tutti i temi citati. Come Anci Emilia-Romagna siamo pronti a fare squadra e a portare il contributo dei Comuni all’interno di questo percorso di aggiornamento e confronto strategico, a partire dalle politiche di governo del territorio e dalla rigenerazione urbana. I Comuni rappresentano il primo presidio di prossimità per i cittadini e sono chiamati a dare risposte concrete a bisogni complessi – dalla tutela del territorio e del suolo alla transizione ecologica, fino alle politiche abitative e al welfare. La nostra associazione continuerà a operare con spirito costruttivo per sostenere i territori, valorizzare le best practice locali e promuovere un modello di sviluppo basato sulla concertazione, sulla coesione e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Ringrazio il presidente della Regione e l’assessora Priolo per la disponibilità dimostrata”.

“Anche per tutte le province emiliano-romagnole- aggiunge il presidente di Upi Emilia-Romagna Zanni-, l’appuntamento di oggi rappresenta un momento importante per avviare insieme un’utile riflessione sull’attuale legge urbanistica e sulla necessaria evoluzione degli strumenti normativi utili ai nostri territori per affrontare al meglio le mutate sfide che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare. Rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo, attenzione e prevenzione verso le criticità idrauliche, idrogeologiche e antisismiche, tutela dei centri storici, dei paesaggi e delle zone agricole ma al contempo anche la necessità di strumenti normativi che ci aiutino a leggere le esigenze, insieme a tutti gli stakeholder del territorio, e generare i giusti equilibri che ci consentano di accompagnare con meno burocrazia e tempi celeri gli investimenti produttivi, infrastrutturali e abitativi che rappresenteranno il futuro delle nostre comunità”.

I risultati della legge

I dati della Campagna 2026 di Arpae, relativi al periodo di osservazione 2024-2025 e presentati in anteprima, registrano 344,69 ettari di consumo netto di suolo, il valore più basso del quinquennio 2022-2026, con una riduzione del 70% rispetto al 2025.

Scende anche la velocità del consumo netto di suolo, che passa da 3,09 a 0,94 ettari al giorno, mentre il nuovo consumo permanente, legato principalmente a edifici e infrastrutture, si attesta a 59,35 ettari complessivi, pari a 0,16 ettari al giorno. A questi dati si aggiunge la cancellazione di oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate, mentre gli Accordi operativi finora approvati hanno interessato esclusivamente aree già urbanizzate.

Le superfici ripristinate raggiungono 122,85 ettari e l’Indice di circolarità del suolo (Ics) si attesta al 26,28%: per ogni 10 ettari di nuovo consumo reversibile, oltre 2,6 ettari vengono ripristinati. La Campagna 2026 introduce inoltre una nuova classificazione delle trasformazioni temporanee che consente di distinguere le occupazioni temporanee destinate a essere ripristinate, come quelle legate ai cantieri delle grandi opere, dalle altre forme di consumo di suolo. La nuova metodologia incide sul confronto con le annualità precedenti.

Rigenerazione e bonifiche

Tre bandi, nel 2018, 2021 e 2024, con 124,3 milioni di euro di contributi regionali e statali, che insieme ai 123,8 milioni di cofinanziamento locale hanno attivato investimenti complessivi per 248,1 milioni di euro. Sono 191 gli interventi di rigenerazione urbana finanziati in 175 Comuni dell’Emilia-Romagna.

Nel dettaglio territoriale, nella Città metropolitana di Bologna sono stati finanziati 32 progetti con 20,7 milioni di euro di contributi; a Forlì-Cesena 26 per 13,7 milioni; a Ferrara 13 per 8 milioni; a Modena 19 per 11,2 milioni; a Piacenza 18 per 9 milioni; a Parma 23 per 16,3 milioni; a Ravenna 12 per 9,5 milioni; a Reggio Emilia 32 per 23,7 milioni; a Rimini 16 per 11,9 milioni.

Sul fronte delle bonifiche ambientali, sono stati assegnati all’Emilia-Romagna 33 milioni di euro per intervenire su 17 siti Pnrr. Gli interventi hanno già consentito di liberare il 92,75% della superficie candidata, rispetto a un obiettivo del 70%. La superficie interessata rappresenta il 10% di quella complessivamente candidata al Pnrr a livello nazionale. Dei circa 1.400 siti presenti in Emilia-Romagna, il 60% risulta bonificato, mentre sul restante 40% sono in corso attività nelle diverse fasi previste. La Regione attualmente gestisce anche 5 milioni del Dm 269/2020 per 5 siti in chiusura nel 2026 e ha istituito un programma di finanziamento triennale 2026-2028 da 9 milioni di euro.

In questo contesto si inseriscono anche interventi di rigenerazione dei suoli che ha la funzione di restituire vita e funzionalità ecologica ai terreni degradati e in cui il suolo naturale è stato per così dire “sigillato”. In questo momento si attende che il Mase approvi i progetti candidati a un avviso pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna e che riceveranno un finanziamento di quasi 9 milioni di euro.

Tra le esperienze emiliano-romagnole presentate nel corso della giornata, quelle delle ex Fonderie Riunite di Modena e dell’ex Amga di Ferrara, due progetti nei quali le risorse per la rigenerazione urbana si affiancano ai finanziamenti Pnrr per la bonifica dei siti orfani. A Modena il recupero dell’ex complesso industriale, destinato a ospitare un polo dell’innovazione, interessa un’area di circa 43mila metri quadrati e integra il recupero degli edifici e degli spazi pubblici con gli interventi di bonifica. A Ferrara il progetto Varco punta invece a trasformare l’area dell’ex Amga in un nuovo corridoio verde tra via Bologna e le mura cittadine, con percorsi pedonali e ciclabili, spazi verdi e servizi. La prima fase della bonifica ha consentito di certificare 5.780 metri quadrati di suolo bonificato o messo in sicurezza permanente, superando l’obiettivo Pnrr di 5.500 metri quadrati.

Accanto a queste due esperienze è stato presentato il progetto di attivazione temporanea Aria Ex Macello di Milano che accompagna la rigenerazione dello storico complesso milanese destinato a diventare un nuovo distretto dedicato all’abitare, ai servizi, alla cultura e al verde. Grazie alla collaborazione tra Near Sgr, Fondazione Housing Sociale e Black Box, l’area è stata progressivamente riaperta alla città con un palinsesto di musica, moda, design, cultura, food ed eventi gratuiti per il quartiere. Gli usi temporanei hanno trasformato uno spazio inutilizzato in un luogo vivo e riconoscibile, anticipando l’identità del futuro quartiere. Finora il progetto ha ospitato oltre 100 eventi, 30 visite guidate e 10 incontri pubblici, coinvolgendo più di 500mila persone.

L’architetto Mario Cucinella, fondatore e direttore creativo dello Studio Mca – Mario Cucinella Architects ha infine incentrato il suo intervento sul concetto che costruire non è mai un gesto neutrale rispetto all’inevitabile impatto che causa sull’ambiente e di come, partendo da questo presupposto l’empatia possa aiutare a progettare e a costruire in modo più efficace e legato al contesto territoriale.  Nella sua riflessione, infatti, solo l’analisi dei luoghi, lo studio del clima e della materia ci permette di adattare una forma alle condizioni che la circondano per una nuova possibile armonia con la natura.

Il percorso partecipato

A quasi nove anni dall’approvazione della legge urbanistica regionale prende quindi il via il percorso per il suo aggiornamento, a partire dai risultati raggiunti, dalle criticità emerse nella sua applicazione e dalle nuove esigenze dei territori. Ad oggi sono 44 i Comuni che hanno approvato il Pug, mentre altri 46 hanno già superato la fase di assunzione, di cui 29 con il Piano adottato o all’esame del Comitato urbanistico. Altri 39 Comuni sono nella fase di Consultazione preliminare: complessivamente, quasi il 62% dei Comuni dell’Emilia-Romagna è impegnato nell’adeguamento e nell’attuazione dei nuovi strumenti urbanistici previsti dalla legge.

La prima fase sarà dedicata all’ascolto e alla co-progettazione, con un ciclo di incontri nelle province per raccogliere esigenze, proposte e osservazioni, insieme al coinvolgimento dell’Inu-Istituto nazionale di urbanistica e del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale.

Tra le questioni su cui si concentrerà il confronto, la semplificazione dei Pug, il rafforzamento della pianificazione di area vasta, le politiche per l’abitare e l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici, oltre alla necessità di governare le trasformazioni legate allo sviluppo della logistica e dei data center. Restano fermi i principi alla base della legge, a partire dal contrasto al consumo di suolo e dalla priorità assegnata alla rigenerazione urbana.

Al termine della prima fase sarà predisposta una proposta di aggiornamento, che verrà sottoposta al Tavolo per il monitoraggio dell’applicazione della legge e nuovamente condivisa nell’ambito del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale. Seguirà un secondo ciclo di incontri nelle province, prima di un appuntamento regionale conclusivo e dell’avvio dell’iter formale in Giunta e, successivamente, in Assemblea legislativa.