mercoledì, Settembre 9, 2026
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Automotive. Missione a Bruxelles dell’Emilia-Romagna per sostenere una transizione sostenibile e competitiva

(Sesto Potere) – Bruxelles – 9 settembre 2026 –  – Una transizione verso la mobilità sostenibile ed equa che non determini la desertificazione industriale e la chiusura di impianti storici e strategici, con impatti negativi sulle imprese dell’indotto e sui lavoratori.

Sono questi gli obiettivi fissati ieri a Bruxelles dalle Regioni italiane in occasione di una serie di incontri con i rappresentanti della Commissione europea, della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue e con i deputati del Parlamento europeo. Questo nell’ambito di una missione organizzata dalla Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Al centro del confronto politico-istituzionale, il futuro dell’automotive e delle regolazioni europee che avranno un impatto diretto sul comparto.

Per l’Emilia-Romagna è stata l’occasione per riaffermare il peso strategico del settore per l’intero sistema manifatturiero regionale e nazionale e per chiedere, insieme alle altre Regioni italiane, una transizione alla sostenibilità che sia realmente compatibile con la salvaguardia dell’occupazione e delle competenze industriali presenti nei territori europei.

“A Bruxelles abbiamo detto una cosa chiara: senza l’automotive non c’è manifattura italiana ed europea- sottolinea il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla-. L’Emilia-Romagna è terra di motori, di filiere d’eccellenza, di lavoro di qualità. Non chiediamo di fermare la transizione, chiediamo di governarla. Serve una politica industriale europea e del Paese che accompagni le imprese, i lavoratori e le lavoratrici, che difenda le competenze, che garantisca tempi e strumenti adeguati alla riconversione. Una transizione ideologica e senza industria rischia di essere socialmente insostenibile”.

Le priorità
Le Regioni italiane chiedono all’Europa regole stabili e tecnologicamente neutrali che garantiscano la competitività dell’intera filiera automotive con un’attenzione specifica al sostegno delle Pmi, un Industrial Accelerator Act realmente orientato agli investimenti e alla produzione europea in grado di assicurare maggiore competitività rispetto ai concorrenti extra-Ue, l’istituzione di un fondo e strumento europeo dedicato all’automotive nella programmazione 2028-2034 nonché il pieno coinvolgimento delle Regioni nella programmazione e nell’attuazione degli interventi.

Le Regioni condividono la transizione sostenibile ma chiedono all’Ue regole stabili, prevedibili e tecnologicamente neutrali: per l’automotive servono investimenti in innovazione e riconversione, sostegno a componentistica e Pmi, un regime di aiuti di Stato più ampio e flessibile, l’introduzione dei veicoli a carburanti neutri Veef e la proroga degli obiettivi intermedi di emissione al 2029 e 2032, con un regime specifico per gli investimenti ad alta intensità tecnologica.

Sull’Industrial Accelerator Act sostengono il Made in Europe ma chiedono equilibrio tra autonomia strategica e apertura internazionale, con sostegno all’intera filiera, aiuti riservati a veicoli con almeno il 70% di valore europeo, richiamo ai Veef e, per il tempo necessario, dazi su importazioni sleali. Per il bilancio Ue 2028-2034 chiedono una coesione forte e flessibile che riconosca l’automotive come filiera strategica europea con uno strumento dedicato a Regioni e PMI per investimenti, innovazione, competenze ed energia.