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Per reati e illeciti amministrativi per Km sulle coste Emilia Romagna 2^ in classifica regionale Legambiente

(Sesto Potere) – Bologna – 9 settembre 2026 – “L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale”: è la denuncia di Legambiente.

E nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi, la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia: nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste del nostro Paese. 

Un calo, solo apparente, imputabile ad una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) e all’effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali. 

A guidare la classifica dell’illegalità, affermandosi come pericolo numero uno per l’ecosistema marino, quest’anno è l’inquinamento – legato alla gestione illegale di rifiuti e alla mala depurazione – con 7.317 reati (pari al 35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati (30,2%); seguono la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%), con un aumento del 52,7% rispetto al 2024 degli attrezzi e reti per la pesca sequestrati (11.243).

E le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, anche in aree protette, (2.646 reati, 12,9%) che registrano un aumento di reati del 17,4% rispetto al 2024.

È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente(nella foto a lato un’immagine tratta dal dossier) elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica (SA), Angelo Vassallo.

Tornando alle evidenze del report, le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si concentrano il 53,6% del totale nazionale.

Ma se si considerano reati e illeciti rapportati ai Km di costa l’Emilia Romagna si piazza al secondo posto nella classifica nazionale, preceduta solo dalla Basilicata, con 19,9 reati o illeciti ogni km di costa. 

Dei 2605 rati e illeciti complessivi, 484 riguardano l’inquinamento (mala gestione dei rifiuti e mala depurazione), 980 il ciclo del cemento e 739 la pesca illegale; in base ai dati forniti dalle Capitanerie di Porto, ben 33 tonnellate di prodotti ittici sono state sequestrare nel 2025 lungo le nostre coste, 254 kg per km; da ultimo sono 402 reati e illeciti che riguardo le violazioni del codice della navigazione e della nautica da diporto.

“Nella nostra regione si contano ancora troppi illeciti nel ciclo del cemento, e soprattutto ancora troppi reati e illeciti nell’ambito della pesca e della mitilicoltura, con quasi 28 tonnellate di prodotti ittici, 2 tonnellate di molluschi e mitili e più di 3 di novellame sequestrati nel 2025. Queste azioni non solo danneggiano gli ecosistemi marini, ma falsano il mercato a danno degli operatori onesti che in questi anni anche a causa dei cambiamenti climatici, sono sempre più in difficoltà. Se possiamo dirci soddisfatti del lavoro fatto dalle amministrazioni per quanto riguarda gli scarichi fognari – Goletta Verde e le analisi ARPAE ci restituiscono la fotografia di un mare sempre più pulito da 10 anni a questa parte – molto ancora resta da fare sugli altri fronti e dobbiamo intensificare controlli e prevenzione a tutti i livelli”:  ha dichiarato Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia Romagna.

Di fronte a questo quadro Legambiente torna a chiedere un impegno corale che veda in prima linea Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, rafforzando il proprio ruolo nella lotta all’aggressione ai mari e alle coste italiane , mettendo al centro una serie di priorità.