(Sesto Potere) – Forlì – 7 ottobre 2026 – “Quanto accaduto al nostro autista è un episodio inaccettabile, rispetto al quale abbiamo già espresso la piena solidarietà dell’azienda e sul quale ci siamo attivati immediatamente, sporgendo denuncia e mettendo a disposizione delle Forze dell’Ordine le immagini registrate dai sistemi di bordo. È proprio perché consideriamo la sicurezza di chi lavora sui nostri mezzi una questione seria e prioritaria che rispettiamo la decisione delle organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero e riteniamo del tutto legittimo richiamare con forza l’attenzione su questo tema. Ciò che invece non possiamo condividere è che, partendo da questo episodio, venga rappresentata Start Romagna come un’azienda inerte o incapace di intervenire. È una rappresentazione che non corrisponde alla realtà e che viene smentita dalle azioni concrete messe in campo dall’azienda“: afferma in una nota il presidente di Start Romagna, Andrea Corsini (nella foto) in merito all’aggressione di un autista di Start Romagna che, in servizio sulla linea 9, a Rimini, è stato colpito al braccio con un oggetto da un individuo, costringendolo a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
“Da tempo stiamo investendo risorse, tecnologie e organizzazione per aumentare la protezione del personale di guida, dei verificatori e dei passeggeri. Sul fronte dell’adeguamento dei mezzi e dell’installazione delle paratie protettive, Start Romagna ha anticipato le scadenze fissate dal decreto ministeriale sull’intero programma previsto, accelerando gli interventi proprio perché riteniamo che sulla sicurezza non si debba attendere l’ultimo giorno utile. E abbiamo scelto di andare anche oltre quanto previsto dagli obblighi normativi, introducendo ulteriori strumenti di prevenzione e protezione.Tra questi c’è ad esempio il Panic Button, un dispositivo a disposizione dell’autista che, in presenza di una situazione di pericolo, consente di attivare immediatamente l’allarme verso le sale operative delle Forze dell’Ordine, mettendo a disposizione la geolocalizzazione del mezzo e le immagini provenienti dalle telecamere di bordo, così da rendere più rapido un eventuale intervento. A questo sistema si aggiungono i protocolli di sicurezza sottoscritti con le Prefetture e con gli altri soggetti istituzionali dei territori, gli interventi tecnologici sui mezzi e la continua formazione del personale“: aggiunge ancora Andrea Corsini.
“È quindi un lavoro che coinvolge contemporaneamente mezzi, persone, tecnologie e collaborazione con le istituzioni e le Forze dell’Ordine. Nessuno sostiene che il problema della sicurezza non esista e quanto accaduto ci impone di mantenere alta l’attenzione e di continuare a migliorare. Ma proprio perché parliamo di una questione seria e particolarmente sensibile, riteniamo altrettanto importante che il confronto si sviluppi sulla base dei fatti e dei dati, senza rappresentazioni che rischiano di restituire un quadro diverso da quello reale. Il confronto sindacale, anche quando è duro, è pienamente legittimo, così come lo è lo sciopero proclamato da alcune organizzazioni sindacali. Ma è altrettanto legittimo chiedere che vengano riconosciuti gli interventi realizzati e quelli in corso e che non venga attribuita all’azienda un’inerzia che i fatti non confermano“: continua il suo ragionamento Andrea Corsini.
“La sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri non dovrebbe essere un terreno di contrapposizione, ma un obiettivo comune sul quale istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori devono continuare a collaborare. Start Romagna continuerà a fare la propria parte, investendo e intervenendo anche oltre gli obblighi previsti, con un obiettivo molto semplice: fare tutto ciò che è concretamente possibile per tutelare chi ogni giorno lavora sui nostri mezzi e chi utilizza il trasporto pubblico“: promette il presidente di Start Romagna.

