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Alluvioni, frane e mareggiate in Emilia-Romagna: in mostra a Bologna 4 secoli di sfide tra uomo e ambiente

(Sesto Potere) – Bologna – 17 giugno 2026 – Comprendere il passato per affrontare le sfide del futuro. Con questo obiettivo è stata allestita all’Opificio delle Acque di Bologna (via della Grada, 12) la mostra, a ingresso gratuito, “L’acqua e la terra: alluvioni, frane e mareggiate in Emilia-Romagna (secc. XVII-XXI). Un percorso per immagini fra memoria e resilienza”, che ripercorre oltre quattro secoli di eventi estremi e di interventi realizzati per proteggere il territorio regionale.

L’esposizione è stata inaugurata ieri pomeriggio, alla presenza dei curatori Raffaella Biscioni, Alberto Malfitano e Francesco Scalone (Università di Bologna) e Domenico Uccellini (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) e resterà aperta al pubblico fino al 18 giugno, dalle 8.30 alle 17.

Attraverso documenti d’archivio, fotografie storiche, mappe e testimonianze, il percorso espositivo ricostruisce l’impatto che alluvioni, frane e mareggiate hanno avuto sulle comunità emiliano-romagnole dal XVII secolo ai giorni nostri.

La mostra mette inoltre in evidenza le principali opere e strategie adottate nel corso del Novecento per ridurre il rischio idraulico e idrogeologico e convivere con le dinamiche naturali del territorio: dalle bonifiche delle pianure agli impianti idrovori, dal rafforzamento degli argini alla realizzazione delle casse di espansione, fino agli interventi di consolidamento dei versanti nelle aree maggiormente esposte al rischio di frana.
Un patrimonio di esperienze che testimonia il continuo tentativo di convivere con i fenomeni naturali, mitigare gli effetti degli eventi estremi e garantire maggiore sicurezza alle popolazioni. Accanto alla ricostruzione storica degli eventi e degli interventi realizzati, la mostra propone una riflessione sul rapporto tra ambiente, territorio e sicurezza alla luce delle sfide poste oggi dai cambiamenti climatici.

La memoria storica rappresenta infatti una risorsa preziosa per comprendere le trasformazioni ambientali e orientare le strategie di adattamento del futuro.
L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Resilienza e Memoria Climatica in EmiliaRomagna – MEMOREC”, finanziato dal programma Alma CaReS – Cambiamenti climatici, Resilienza, Sostenibilità 2023, che coinvolge ricercatrici e ricercatori dei Dipartimenti di Scienze Statistiche, Beni Culturali e Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna con l’obiettivo di studiare, in una prospettiva di lungo periodo, le relazioni tra cambiamenti ambientali, popolazione e territorio.

Tra le attività di MEMOREC rientrano il recupero e la valorizzazione di fotografie storiche, documenti d’archivio e altre testimonianze relative agli eventi climatici estremi che hanno interessato l’Emilia-Romagna nel corso dei secoli.

La mostra presenta una selezione di questi materiali, offrendo al pubblico un percorso attraverso le trasformazioni del territorio e le strategie con cui le comunità locali hanno affrontato alluvioni, frane e mareggiate.
Parallelamente, il progetto ha realizzato una banca dati ad accesso libero che integra dati demografici, climatici e ambientali relativi all’Emilia-Romagna. Questo patrimonio informativo, consultabile online, costituisce una risorsa per chiunque voglia approfondire le relazioni tra cambiamenti ambientali, popolazione e territorio in una prospettiva di lungo periodo.

Il 18 giugno alle 11.30 è prevista, inoltre, la presentazione del volume “Demografia e ambiente in prospettiva storica” (Forum Editrice), con gli interventi di Angela Carbone e Domenico Uccellini (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) e di Francesco Scalone (professore dell’Università di Bologna e Presidente della Società Italiana di Demografia Storica – SIDES).