(Sesto Potere) – Forlì – 3 luglio 2026 – Per le cooperative la Pace è molto più dell’assenza di violenza: è giustizia sociale, sicurezza condivisa, dialogo e solidarietà. In una parola, è Cooperazione.
Sabato 4 luglio, in tutto il mondo, si celebra la Giornata Internazionale delle Cooperative, indetta dall’Onu e dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative.
Il tema per il 2026 è “Le cooperative per un mondo di Pace!”, un titolo che – spiegano i promotori – sottolinea: “il ruolo delle imprese mutualistiche nel prevenire e risolvere le cause reali dei conflitti, come la disuguaglianza, la disoccupazione, il razzismo, l’assenza di redistribuzione della ricchezza, la violenza etnica, la mancata accettazione della diversità, la disinformazione e l’odio”.
Le centrali cooperative romagnole – Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Romagna-Estense e Legacoop Romagna – si uniscono come tradizione alle celebrazioni, sottolineando: “il contributo che il movimento fornisce alla Pace, grazie alla capacità innata di promuovere la partecipazione e il dialogo, attraverso la solidarietà, l’inclusione e la crescita economica, umana e morale dei soci”.
In Romagna la cooperazione si conferma un pilastro economico e sociale: i dati aggregati delle Centrali cooperative sono forti di 1.000 imprese cooperative, con più di 71.000 occupati, 600.000 soci (su 1,1 milioni di abitanti) e un volume d’affari di poco inferiore ai 17 miliardi di euro.
“La Pace si nutre di giustizia sociale e le cooperative, in quanto istituzioni a carattere democratico, continuano ad avere un ruolo fondamentale nella promozione di uno sviluppo sostenibile. Di fronte a sfide globali che minacciano l’esistenza stessa del pianeta, a partire dal cambiamento climatico e dai numerosi conflitti in atto, la soluzione risiede in un aumento dell’inclusione delle popolazioni nelle scelte più importanti che ne disegnano il futuro. Attraverso i principi di democrazia e partecipazione che la caratterizzano, le cooperative generano fiducia e relazioni, per un mondo migliore e più responsabile. A livello locale lo si è visto di recente davanti a sfide come la pandemia e l’alluvione, durante le quali il movimento cooperativo tutto ha svolto un ruolo fondamentale nella ripresa del territorio. La partecipazione, l’inclusione e il coinvolgimento delle comunità, infatti, sono principi che radicano l’esperienza cooperativa nei bisogni concreti delle basi sociali. Consentendo alle persone di partecipare alle decisioni che ne definiscono il futuro, le cooperative rafforzano la coesione, la dignità e l’inclusione. È il modo concreto con cui costruiscono Pace ogni giorno”: scrivono in una nota congiunta Renato Lelli, responsabile Area Romagna di AGCI Emilia-Romagna; Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense; e Paolo Lucchi presidente di Legacoop Romagna.

