(Sesto Potere) – Ravenna – 8 ottobre 2026 – Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, e l’assessora alle Politiche per la Salute, Roberta Mazzoni, hanno incontrato ieri pomeriggio in Municipio l’autista del 118 Ciro Toscano che, insieme alla collega, l’infermiera Giorgia Gulminelli, nella tarda serata di domenica scorsa ha effettuato il salvataggio di un ragazzo che si era gettato tra le sbarre abbassate del passaggio a livello di via Canale Molinetto un attimo prima dell’arrivo del treno.
Toscano e Gulminelli erano in attesa che le sbarre si rialzassero per andare a prestare soccorso quando Toscano – operatore specializzato in servizio all’Ausl Romagna, ambito di Ravenna, dallo scorso 16 maggio – intuendo il gesto del giovane, è sceso dal veicolo e si è buttato oltre le sbarre raggiungendo il ragazzo e abbracciandolo per contenerlo. Poco dopo è passato il treno che, fortunatamente, li ha lasciati illesi.
Sul posto, chiamate dalla collega, sono intervenute le forze dell’ordine e, in attesa dell’arrivo di una seconda ambulanza che prendesse in carico il ragazzo, Toscano e Gulminelli hanno proseguito l’intervento recandosi sul luogo in cui erano inizialmente stati chiamati a prestare soccorso.
“Ringraziamo Ciro Toscano – osservano Barattoni e Mazzoni – per l’atto di straordinario coraggio, prontezza e umanità che ha salvato una vita. Dopo aver messo in sicurezza il ragazzo e averlo lasciato alle forze dell’ordine, Ciro e Giorgia hanno ripreso il loro servizio e sono andati a prestare soccorso dove erano stati chiamati inizialmente. A loro, e a tutte le donne e gli uomini del 118, della sanità e delle forze dell’ordine che ogni giorno, spesso in silenzio, si prendono cura di noi, va il nostro ringraziamento e quello della nostra città”.
“Ho saltato oltre le sbarre e mi è andata bene – si schermisce Toscano -; mentre contenevo il ragazzo, gli parlavo dicendo che sarebbe andato tutto per il meglio e che era al sicuro. Chi fa il nostro lavoro non chiede il passaporto o la cittadinanza, ma interviene e basta. Il pensiero va ai tantissimi colleghi e colleghe che compiono gesti meno visibili tutti i giorni e che magari vengono anche aggrediti o contestati, ma si dimentica che i loro interventi, spesso, regalano una possibilità in più a qualcuno: per esempio a una madre, o a un nipote, che possono così rivedere un figlio o uno zio”.

