(Sesto Potere) – Rimini – 3 ottobre 2026 – Riconoscere alla medicina interna un livello di intensità di cura adeguato ai bisogni di pazienti sempre più complessi e accompagnare l’evoluzione dell’assistenza con formazione continua e innovazione.
Sono i temi indicati dal presidente della Società italiana di medicina interna-Simi, Nicola Montano, e dalla presidente eletta, Cecilia Becattini, in occasione del 127esimo Congresso nazionale della società, in programma fino a domenica al Palacongressi di Rimini.
“La medicina interna si occupa di pazienti estremamente complessi, in cui oltre alla complessità clinica si aggiunge anche la complessità sociale e assistenziale”, spiega Montano. Alla disciplina, sottolinea, deve essere riconosciuto un livello di intensità di cura adeguato, con particolare attenzione a un’intensità intermedia elevata. “Per questo motivo abbiamo voluto un tavolo istituzionale in cui abbiamo invitato esponenti del ministero della Salute e di Agenas proprio per discutere con loro di prospettive organizzative”.

Alla tavola rotonda “L’intensità di cura in Medicina Interna: dall’ambulatorio alla semintensiva”, hanno preso parte, tra gli altri, Walter Bergamaschi, direttore generale programmazione e edilizia sanitaria del ministero della Salute, e Giorgia Duranti, responsabile tecnico Indicatori Pne Agenas.
L’obiettivo principale, rimarca il presidente, è “rispondere ai bisogni dei nostri pazienti e dei cittadini. Viviamo in una società in cui l’invecchiamento e le comorbidità sono una sfida sia per quanto riguarda la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale che per l’appropriatezza clinica”.
In questo scenario gli internisti rivendicano un ruolo centrale, che poi “è quello che già facciamo”. Da questo congresso, “auspico che emergano le necessità della medicina interna, ma anche il riconoscimento di quanto già la medicina interna sta facendo per tutti i pazienti e per il Sistema sanitario nazionale”, afferma Montano, che indica tra gli obiettivi anche un maggiore senso di appartenenza dei soci alla società scientifica.
Sul tema dell’intensità di cura insiste anche la presidente eletta Cecilia Becattini: “Gli ospedali sono chiamati a offrire un’intensità di cura particolarmente elevata per pazienti sempre più complessi”. Da qui la necessità di aggiornare anche l’attività clinica dell’internista. “Lo sguardo sul futuro non può essere dissociato da quello che è lo sguardo presente”, sottolinea Becattini. “Continueremo in una linea di promozione dell’educazione continua. Essere qui oggi e nei prossimi giorni significa aggiornamento, focalizzare insieme i temi istituzionali, accanto a quelli della ricerca scientifica e dei dati clinici, in un percorso articolato da diverse sessioni e attività”.
Uno sguardo che comprende anche l’innovazione: “Sicuramente l’evoluzione della tecnologia diagnostica, ma anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, di cui tanto si parla”, osserva Becattini. Su questo, “la medicina interna non può rimanere ferma. È la disciplina maggiormente rappresentata negli ospedali italiani di qualsiasi ordine e grado. Deve assolutamente seguire i progressi e l’evoluzione della scienza medica e della tecnica”, conclude la presidente eletta Simi.
Società Italiana di Medicina Interna (Simi), fondata nel 1887, è la più antica e longeva società scientifica medica italiana.


