(Sesto Potere) – Modena – 25 settembre 2026 – A Modena un gruppo di una cinquantina, forse una sessantina, di ragazzi, molti figli di immigrati italiani di seconda generazione, alcuni minorenni, altri che si coprivano il volto per non farsi riconoscere, ha preso d’assalto martedì nel primo pomeriggio il supermercato “Md” di via Rainusso rubando cibi pronti, bevande energetiche e alcolici nascondendoli negli zaini e terrorizzando e minacciando i clienti.
Altri ragazzini filmavano la scena con i telefonini per propagare le scene sui social.
Mercoledì un nuovo tentativo di irruzione al punto vendita ma, questa volta intervenute le forze dell’ordine – polizia e carabinieri – già pre-allertati, alcuni “piccoli vandali” sono stati portati in questura senza mostrare alcun rimorso.
Sul caso – per ricostruire i fatti e individuare i responsabili – indagano i carabinieri.
Il fatto è stato commentato dal sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha dichiarato: “Quanto accaduto all’MD di via Rainusso è un fatto grave. La logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi. Esprimo solidarietà ai lavoratori del punto vendita: episodi di questo genere non possono diventare parte della quotidianità di chi lavora. I Carabinieri, intervenuti sul posto, ricostruiranno quanto accaduto anche attraverso le immagini delle telecamere. Un dato però deve farci riflettere: siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne”.
“È arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità. Continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta. È un problema che riguarda città grandi e piccole e richiede risposte concrete. Dire semplicemente ‘sbattiamoli in galera’ non risolve nulla. Dobbiamo agire sulle tre ‘R’: responsabilità, riparazione e rieducazione. Occorrono certezza della responsabilità, la consapevolezza, per questi ragazzi, che ogni azione ha delle conseguenze, e percorsi rieducativi e riparativi rapidi e concreti, attraverso i quali chi commette questi atti sia chiamato a comprendere il danno provocato e a restituire qualcosa alla comunità”: conclude il sindaco di Modena, Mezzetti.

