(Sesto Potere) – Bologna – 24 settembre 2026 – Bologna è sempre più vicina alle persone che attraversano un percorso di demenza e alle loro famiglie. Sottoscritto oggi, fra le mura del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna nell’ambito del convegno Percorsi al museo con i Centri Disturbi Cognitivi e Demenze: Al museo dico la mia!, il Protocollo d’Intesa per la realizzazione del Progetto “Bologna Comunità Amica delle Persone con Demenza”.
Un’intesa che vede unite l’Azienda USL di Bologna, il Comune di Bologna, l’ASP Città di Bologna, l’Università di Bologna – Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari”, l’Associazione ARAD APS-ETS, e l’Associazione Non Perdiamo la Testa APS.
Un progetto che si interisce in una rete articolata di altre realtà e città coinvolte “Comunità Amiche delle Persone con Demenza”, per rendere sempre più ampia e strutturata la risposta corale a una condizione in cui i pazienti e le loro famiglie si trovano ad avere bisogno di un supporto integrato, sul piano sociale, clinico, assistenziale e psicologico. Un ambito dove, quindi, la collaborazione fra gli enti che hanno sottoscritto il protocollo è storica e fondamentale e adesso riconosciuta anche da questa intesa.
Cosa significa essere “Comunità Amica delle Persone con Demenza”
Una Comunità Amica delle Persone con Demenza è un territorio che, grazie alle realtà coinvolte, è in grado di accogliere, comprendere e coinvolgere le persone con demenza e i loro familiari, costruendo una rete che unisce cittadini di ogni età, associazioni, categorie professionali, istituzioni e aziende attorno a un obiettivo comune: rendere spazi, relazioni e servizi pienamente accessibili, senza isolare né escludere chi convive con questa patologia. Questo si traduce in un impegno programmatico che agisce su numerosi ambiti e attività.
Le iniziative: parole chiave consapevolezza, agire contro lo stigma, includere e sensibilizzare
Le realtà firmatarie del protocollo, insieme, svilupperanno iniziative, percorsi e progetti volti ad aumentare la consapevolezza rispetto a questa patologia e all’importanza di una rete di supporto da parte di tutta la comunità.
Questo perché le patologie legate alla demenza sono spesso portatrici di uno stigma che si può ridurre e contrastare con il coinvolgimento dei familiari e dei cittadini nel complesso.
Ma non solo: una comunità attenta a questo tema ha come obiettivo anche favorire il supporto e la presa in carico appropriata e complessiva, sia in ambito sanitario che socio-sanitario e psicologico. Partendo dal rendere spazi e servizi socio-sanitari e socio-assistenziali più attenti e sensibili ai bisogni delle persone con demenza.
Spazio anche alla cultura: l’obiettivo è anche promuovere attività ricreative, culturali e sociali accessibili, come quelle proposte dai Musei Civici del Comune di Bologna e da La Quadreria di ASP nell’ambito del progetto Al museo dico la mia!, con l’obiettivo di rendere l’ambiente urbano più familiare e accogliente.
Per coordinare le attività previste dal Protocollo e dal Progetto allegato sarà istituito un Tavolo di coordinamento, con referenti individuati da ciascun ente firmatario, che definirà priorità e tempistiche di attuazione.
Un percorso già avviato sul territorio
L’iniziativa si innesta su una collaborazione consolidata: le Associazioni ARAD APS-ETS e Non Perdiamo la Testa APS sono attive da anni nella Città di Bologna, mentre il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna affianca da tempo i servizi dedicati alle persone con demenza e ai loro caregiver, tra cui i Centri di incontro gestiti da ASP Città di Bologna, con attività di coordinamento scientifico, supervisione e monitoraggio dei dati.
Mentre l’Azienda USL di Bologna è pienamente impegnata con percorsi, progetti, strutture e professionisti/e nella diagnosi, presa in carico e cura del paziente con demenza.
“Bologna riafferma la propria identità di comunità responsabile e solidale – afferma l’assessora al Welfare Matilde Madrid -. Con questa firma intendiamo rafforzare una rete già da tempo attiva sul territorio per offrire sostegno in maniera integrata alle persone che affrontano questa patologia e ai loro familiari. Diventare una “Comunità Amica delle Persone con Demenza” significa assumere un impegno concreto per contrastare lo stigma, diffondere consapevolezza e rendere la città pienamente accessibile in tutti i suoi ambiti”.
“Il paziente con demenza è un paziente speciale, dietro e soprattutto al suo fianco c’è un mondo fatto di persone, professionisti e progetti – commenta Fabrizio Moggia, direttore Distretto di Bologna dell’Azienda USL di Bologna – allo stesso tempo Bologna è una comunità speciale, in grado di rispondere ai bisogni delle persone in modo corale, attento e reattivo. Siamo felici di sottoscrivere questo protocollo, ulteriore prova che curare significa anche unire e collaborare su più fronti”.
(La foto in alto è di Alessandro Ruggeri – Comunicati stampa – Comune di Bologna )

