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Abitare il cambiamento: relatori ed esperti a Forlì per il nuovo diritto all’abitare

(Sesto Potere) – Forlì –  18 settembre 2026 – La casa non è solo un tetto, ma un’infrastruttura di vita che richiede relazioni e gestione sociale. È il messaggio emerso al Festival del Buon Vivere nel convegno promosso da Caritas Emilia-Romagna per rinnovare la legge regionale 24/2001 che disciplina in modo organico il sistema dell’intervento pubblico nel settore abitativo e le politiche per la casa.

La mattinata si è aperta con i saluti del Vescovo Livio Corazza e dell’Assessore alle Politiche Sociali di Forlì, Angelica Sansavini. L’Assessore  ha ricordato che in città «il 20% degli edifici risulta disabitato», annunciando il mediatore sociale nei complessi del centro storico per favorire la convivenza.

Filippo Monari, Delegato Caritas regionale e Direttore della Caritas di Forlì-Bertinoro, ha evidenziato che «l’aumento dei lavoratori poveri era già visibile nei nostri sportelli», lanciando l’advocacy sulle cause della povertà e l’imminente Report triennale per l’Emilia Romagna (2024-2026) con un focus specifico curato insieme all’Università di Bologna ed il professor Pignataro.

Nel dibattito guidato da Gianluigi Chiaro, Paolo Venturi (Direttore Aiccon) ha definito la casa «il primo fattore di disuguaglianza in Italia»: in regione gli affitti sono saliti del 40% a fronte del +10% dei redditi, quintuplicando il rischio povertà per chi è in affitto.

Sulla riforma l’Assessore regionale alle Politiche abitative, Lavoro, Politiche giovanili Giovanni Paglia ha illustrato il percorso avviato il 15 settembre 2026 in vista dei fondi europei del 2028 ed il piano da 300 milioni per l’housing sociale, ribadendo che «l’alloggio pubblico non dev’essere un’assegnazione immutabile, ma un contesto adeguato alle fasi della vita».

Ricche le esperienze territoriali: Filomena Cautillo (Comune di Parma) ha esposto il bando unico dal 29 settembre gestito con la fondazione nata tra Acer ed ASL; Federico Amico (Acer Reggio Emilia) ha sottolineato che «l’80% degli assegnatari presenta fragilità complesse che richiedono un affiancamento costante», citando l’animazione nei quartieri; Dora Casalino (Consorzio Il Solco) ha criticato la provvisorietà di sei mesi, chiedendo «soluzioni stabili di lunga durata»; Ilaria Avoni (Piazza Grande/fioPSD) ha riaffermato l’Housing First centrato su «casa, relazione e comunità».

A conclusione, è emersa la necessità di diffondere gli strumenti finanziari sul territorio, mettendo al centro l’economia sociale.