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Salute, in Emilia-Romagna oltre 300mila persone con il diabete, più del 90% delle quali con diabete di tipo 2

(Sesto Potere) – Ferrara – 17 settembre 2026 – Prevenzione, continuità assistenziale, setting appropriati e un’alleanza terapeutica tra le diverse figure professionali. Sono gli elementi al centro della presa in carico del diabete di tipo 2 secondo Fiaso-Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, che ieri, 16 settembre, a Ferrara ha promosso la seconda tappa del progetto nazionale “La readiness del sistema sanitario nella gestione del diabete di tipo 2”.

“Parliamo di continuità assistenziale – ha sottolineato il direttore Fiaso, Nicola Pinelli – perché il paziente viene preso in carico dal Servizio sanitario lungo tutto il percorso di malattia. Nella cronicità questo percorso può durare diversi anni, anche tutta la vita”.

Una presa in carico che deve accompagnarsi alla capacità del sistema di integrare l’innovazione tecnologica e scientifica, migliorando qualità ed efficacia dell’assistenza.

Centrale anche la prevenzione. “Ai PDTA aggiungiamo un’altra ‘P’, quella della prevenzione, perché la cura della malattia inizia anche dalla promozione della salute”, ha spiegato Pinelli.

I percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali diventano così uno strumento trasversale, nel quale intervengono diverse figure professionali, dai medici di medicina generale agli specialisti, dagli infermieri ai dietisti, in un’alleanza assistenziale e terapeutica che coinvolge anche le associazioni dei pazienti.

In Emilia-Romagna convivono con il diabete oltre 300mila persone, più del 90% delle quali con diabete di tipo 2. Dal 2010 il numero è aumentato di circa il 30%.

La Survey della Fiaso presentata a Ferrara fotografa un sistema con un livello di readiness medio-alto, sostenuto da una rete diabetologica consolidata e dall’integrazione tra specialisti, medicina generale e servizi territoriali. Tra gli ambiti da rafforzare emergono l’omogeneità della presa in carico, la misurazione degli esiti e la governance integrata dei dati.

“L’obiettivo – ha concluso Pinelli – è consegnare al sistema un’analisi dei servizi sanitari regionali e indicazioni sui punti su cui intervenire per rafforzare appropriatezza dei setting assistenziali, continuità e multiprofessionalità”.

Il progetto promosso da Fiaso, con il contributo non condizionante di Lilly e Roche Diabetes Care, coinvolge Puglia, Emilia-Romagna, Lazio, Veneto e Toscana e si concluderà il 3 dicembre a Roma, al Ministero della Salute, con una giornata nazionale di sintesi.