(Sesto Potere) – Forlì – 20 agosto 2026 – L’Associazione Dino Amadori Ets lancia la proposta di candidare Forlì, alla prima edizione utile, a Capitale italiana del volontariato.
Per la cronaca, la capitale italiana del volontariato in carica per il 2026 è Modena che ha vinto il bando nazionale promosso da CSVnet insieme al Forum Nazionale del Terzo Settore e a Caritas Italiana, in collaborazione con l’Anci. Mentre la Capitale italiana del volontariato per il 2027 è Verona che ha superato le candidature di Napoli e Perugia.
“Forlì e la Romagna hanno una storia straordinaria da raccontare. Una delle sue espressioni più significative nasce dall’esperienza del professor Dino Amadori, che seppe mettere il volontariato al centro di una visione capace di unire assistenza, prevenzione, sanità e ricerca, a partire dalla nascita dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Da quell’esperienza si è sviluppato nel tempo un autentico modello romagnolo, nel quale il volontariato ha saputo dialogare con la sanità, la ricerca scientifica e le istituzioni, contribuendo alla costruzione di una rete che avrebbe trovato una delle sue espressioni più avanzate nell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Meldola, oggi IRST IRCCS “Dino Amadori”. Una storia che dimostra concretamente come il volontariato possa diventare cultura, innovazione sociale e patrimonio di un intero territorio”: si legge in una nota dell’Associazione Dino Amadori ETS .
“L’obiettivo deve essere ora quello di mettere in rete questa storia con il grande patrimonio del volontariato forlivese e romagnolo, coinvolgendo istituzioni, associazioni, Terzo Settore e cittadini in un percorso condiviso”: indica l’Associazione Dino Amadori ETS che si dice: “pronta a dare il proprio contributo, mettendo a disposizione la propria storia e la propria esperienza e favorendo il confronto con tutte le realtà disponibili a partecipare”.
“La proposta che lanciamo è semplice: facciamo del patrimonio costruito con Forlì Capitale della Cultura il punto di partenza per una nuova sfida e lavoriamo insieme affinché Forlì possa diventare Capitale italiana del Volontariato. Una candidatura che non appartenga a una singola realtà, ma all’intera comunità. Perché il volontariato è cultura. E a Forlì questa cultura ha radici profonde.”: conclude la nota dell’Associazione Dino Amadori ETS (nella foto il presidente Giovanni Amadori).

