(Sesto Potere) – Roma – 20 agosto 2026 – L’annuncio del presidente americano Donald Trump di una vera e propria «guerra economica» contro l’Iran apre un nuovo fronte di preoccupazione per i consumatori italiani. Alle tensioni nell’area del Golfo si aggiunge ora una escalation economica e commerciale, con ripercussioni sui mercati internazionali e, a cascata, sui prezzi pagati dalle famiglie.
Lo afferma il Codacons, commentando le parole di Trump, che ha annunciato un isolamento economico senza precedenti dell’Iran e pesanti conseguenze anche per i Paesi e i soggetti che continueranno a sostenere Teheran.
«Il pericolo, assolutamente tangibile, è che la guerra economica finisca per essere pagata anche dai cittadini italiani – afferma il Codacons. In una situazione già estremamente delicata sul fronte energetico, una nuova instabilità può tradursi in aumenti per carburanti ed energia e, attraverso trasporti e logistica, trasferirsi sui prezzi di beni e servizi».
Particolarmente delicato resta il nodo dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per gli approvvigionamenti energetici mondiali. Nuove difficoltà nei traffici energetici potrebbero esercitare ulteriori pressioni sulle quotazioni del petrolio e sui costi del trasporto, con conseguenze dirette anche per l’Italia: aggiunge il Codacons.
Uno scenario che rende ancora più concreto il rischio di rialzi alla pompa e, in caso di ulteriore deterioramento della crisi, di vedere il gasolio avvicinarsi alla soglia dei 3 euro al litro.
«Il governo non può attendere che gli effetti della crisi arrivino nelle tasche degli italiani – conclude il Codacons. Serve un piano per proteggere famiglie e consumatori da una nuova ondata di rincari, soprattutto sul fronte di carburanti ed energia. Occorre inoltre garantire la piena disponibilità delle scorte petrolifere strategiche nazionali e prepararsi a un loro eventuale utilizzo in caso di problemi negli approvvigionamenti. Un aumento dei costi energetici rischierebbe infatti di propagarsi all’intera economia, colpendo consumi e potere d’acquisto delle famiglie».
CARBURANTI, CODACONS: PREZZO MEDIO BENZINA SUPERA LIVELLI PRE-TAGLIO ACCISE
(Sesto Potere) m- Roma – 18 agosto 2026 – I prezzi dei carburanti non solo tornano ai valori del 4 agosto, quando il governo ha prorogato il taglio delle accise, ma addirittura quelli della benzina superano sia in autostrada che sulla rete ordinaria i livelli del 27 luglio, prima del varo dello sconto fiscale, che come noto ha interessato solo il gasolio.
È quanto emerge dall’analisi del Codacons che ha messo a confronto i listini del 27 luglio, con quelli di oggi, 18 agosto.
Nel periodo considerato sulla rete ordinaria la benzina è passata infatti da 1,982 a 1,994 euro al litro, con una maggiore spesa di 0,60 euro per un pieno da 50 litri. In autostrada è salita da 2,071 a 2,073 euro al litro.
Sul gasolio il taglio delle accise ha consentito di contenere solo in parte i listini alla pompa: sulla rete ordinaria il prezzo è sceso da 2,185 euro al litro del 27 luglio agli attuali 2,099 euro al litro, con un risparmio di 4,3 euro a pieno a fronte degli 8,5 euro teorici derivanti dal taglio di 17 centesimi. In autostrada il gasolio è passato da 2,255 a 2,173 euro al litro, con un risparmio di 4,1 euro a pieno: rispetto allo sconto fiscale, gli automobilisti pagano 4,2 euro in più sul pieno sulla rete ordinaria, +4,4 euro sulle autostrade.
«I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza: chi viaggia a benzina paga oggi più di prima che il governo intervenisse, mentre sul gasolio la riduzione effettiva dei listini è pari a circa la metà dello sconto fiscale – afferma il Codacons – È quindi indispensabile non solo prorogare il taglio delle accise, ma anche estenderlo alla benzina. Senza un intervento, il grande controesodo estivo rischia di rimanere scoperto proprio quando milioni di italiani si sposteranno in auto, con il pericolo di una nuova stangata sui rifornimenti».

