(Sesto Potere) – Bologna – 17 agosto 2026 – Per il Gruppo Hera lo sviluppo economico e la sostenibilità ambientale e sociale rappresentano un percorso strategico unitario. Da questa visione nasce il modello per la creazione di valore condiviso, misurato con la quota di Margine operativo lordo (Mol) generata da attività che contribuiscono agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU. Nel 2025, questa quota ha superato i 915 milioni di euro, pari a circa il 60% del Mol complessivo, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente.
Il risultato è illustrato nel report “La creazione di valore condiviso 2025”, che descrive l’integrazione tra obiettivi economici e di sostenibilità nei business del Gruppo.
Il modello CSV (Creating Shared Value), adottato dal 2016 e inserito nello statuto dal 2021, è parte integrante del piano industriale e orienta strategia, investimenti e rendicontazione. Le tre direttrici di impatto su cui si fonda la struttura del CSV – decarbonizzazione, rigenerazione delle risorse, resilienza e innovazione – guidano anche il 78% degli investimenti realizzati dal Gruppo nel 2025.
Nel 2025 il Gruppo Hera ha distribuito 3,2 miliardi di euro di valore economico agli stakeholder, tra commesse ai fornitori, stipendi ai lavoratori, dividendi agli azionisti, tributi agli enti pubblici, sponsorizzazioni e donazioni.
Di questi, il 65% (2,1 miliardi) è stato distribuito ai territori dove il Gruppo Hera storicamente opera, di cui oltre 1 miliardo a favore dei fornitori. Il piano industriale prevede che nel quinquennio 2025-2029 siano erogati complessivamente sui territori oltre 11,5 miliardi di euro, una media di 2,3 miliardi l’anno.
Sul fronte della sostenibilità sociale, la multiutility ha all’attivo 164 protocolli con i Comuni (erano 143 nel 2024) per prevenire la sospensione dei servizi e ha attivato piani di rateizzazione delle bollette per 187 milioni di euro nel 2025 (+4% rispetto al 2024). Inoltre, ha supportato l’inserimento lavorativo di quasi mille persone svantaggiate attraverso forniture da cooperative sociali pari a 94 milioni di euro.
Verso il Net Zero: -18% emissioni rispetto al 2019
Il primo dei tre assi strategici è la neutralità carbonica. Nel 2025 il Gruppo Hera ha ridotto le emissioni di gas serra del 18% rispetto al 2019. Il percorso di decarbonizzazione prevede una riduzione del 35% al 2029 e il raggiungimento del Net Zero entro il 2050, come previsto nel Piano di transizione climatica a 1,5 °C, pubblicato nel 2024.
Il 52,5% dell’energia elettrica venduta ai clienti nel mercato libero proviene da fonti rinnovabili (era il 49,1% nel 2024), con l’obiettivo di arrivare al 58% entro il 2029. In crescita anche i contratti delle famiglie sul mercato libero con il Diario dei consumi, strumento utile per monitorare e ridurre i consumi energetici: 43% del totale nel 2025 (rispetto al 31% del 2024). La produzione energetica da fonti rinnovabili ha toccato i 737 GWh, includendo anche il biometano immesso in rete o destinato all’autotrazione che ha raggiunto i 10,7 milioni di metri cubi.
Nei prossimi anni è previsto un incremento della capacità installata o venduta in fotovoltaico, fino a 370 MW nel 2029 (71,5 MW al 2025), e lo sviluppo di una produzione annua di 147 GWh di gas rinnovabili, tra biometano e idrogeno verde, rispetto ai 101 prodotti nel 2025 (+45%).
Rigenerare risorse: tasso di riciclo al 61%, sopra gli obiettivi Ue
La seconda direttrice è la rigenerazione delle risorse. Il Gruppo Hera ha già superato gli obiettivi Ue al 2030 nella gestione dei rifiuti urbani, raggiungendo un tasso di riciclo del 61% rispetto a un target del 60% al 2030.
La raccolta differenziata è al 76%, con città come Ferrara e Bologna ai vertici delle classifiche dei comuni italiani rispettivamente sopra i 100mila e i 300mila abitanti. Solo l’1,6% dei rifiuti urbani va in discarica, a fronte di una media nazionale del 19% e della soglia massima del 10% al 2035, stabilita dalle direttive europee.
Tra le eccellenze dell’economia circolare c’è la controllata Aliplast, che nel 2025 ha venduto oltre 119 mila tonnellate di prodotti in plastica, di cui l’84% riciclate. In ambito idrico, il riuso delle acque reflue depurate si attesta al 12% circa (con l’obiettivo di raggiungere il 14,5% al 2029); le perdite idriche si attestano a 7,8 mc/km/giorno, un terzo della media nazionale (24 mc/km/giorno, fonte Utilitatis). Dal 2018, poi, il Gruppo Hera ha riutilizzato il 76% del suolo coinvolto nei nuovi progetti infrastrutturali, riducendo così il consumo di suolo vergine.
Attraverso la controllata ACR, il Gruppo Hera è attivo nella rigenerazione di suolo contaminato mediante interventi di bonifica ambientale. Nel solo 2025 in tali interventi e nelle attività global service sono state trattate circa 270mila tonnellate di rifiuti che nel 2029 saliranno a quota 435mila, con un incremento del 61%.
Resilienza e innovazione tecnologica: 484 milioni investiti nel 2025
Il terzo pilastro riguarda la resilienza dei servizi essenziali per affrontare le sfide future, prima fra tutte il cambiamento climatico, ma anche la transizione digitale. Solo nel 2025, il Gruppo ha investito oltre 484 milioni di euro in progetti per la messa in sicurezza del ciclo idrico, delle reti elettriche e gas, degli impianti e per la digitalizzazione. Questo impegno, perseguito da anni, ha già portato a risultati di rilievo: in Emilia-Romagna, ad esempio, il ricorso alle autobotti per la distribuzione dell’acqua, in particolare nel periodo estivo, è stato praticamente annullato, e il 100% della rete idrica in Emilia-Romagna e Triveneto è sottoposto a manutenzione predittiva, che permette di prevedere in anticipo un guasto o un calo di efficienza attraverso l’utilizzo di algoritmi, intelligenza artificiale e monitoraggi in tempo reale.
Riguardo alla resilienza del servizio energia elettrica, si segnalano i 69,1 km di rete adeguati al 2025, pari al 102,5% del Piano complessivo di resilienza elettrica in provincia di Modena, e i 5,8 km di rete potenziati a Bologna e Modena nel 2025. Sul fronte della resilienza del servizio distribuzione gas è, invece, proseguita l’installazione da parte di Inrete, società del Gruppo, dei sensori Sentinel per il monitoraggio degli eventi franosi (che raggiungono quota 145) che, unitamente alle valvole telecontrollate NexAction (35 al 2025), in grado di aprire o chiudere la rete da remoto, forniscono un’ulteriore garanzia della sicurezza del servizio gas.
Per quanto riguarda, infine, la resilienza del servizio fognatura e depurazione, si segnalano i numerosi interventi di potenziamento delle reti fognarie e degli impianti di sollevamento avviati e proseguiti in Emilia-Romagna, Triveneto e Marche nel 2025; inoltre, è stato avviato il masterplan sul drenaggio urbano dell’area di Ravenna, con l’obiettivo finale di individuare gli interventi più efficaci per migliorare la resilienza del territorio agli eventi climatici eccezionali e in particolare alle forti piogge.
Nel piano industriale 2025-2029 sono previsti 2,6 miliardi complessivi destinati all’incremento della resilienza degli asset e delle attività del Gruppo, per garantire continuità, sicurezza e qualità del servizio.

