(Sesto Potere) – Riccione – 30 luglio 2026 – Martedì, nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Riccione, gli esponenti della maggioranza di centrosinistra (i consiglieri comunali del Partito Democratico e della consigliera di Riccione Coraggiosa) hanno esposto il cartello con scritto “Un disagio psichico si cura, non si fa morire. Giustizia per Fakir” con chiaro riferimento alla recente vicendadi Bologna dove il 42enne di origine marocchina Abderrahim Fakir è deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine al Pilastro .
Una manifestazione che ha innescato la reazione dell’Usic, l’Unione sindacale italiana carabinieri (*), dell’Emilia-Romagna che in una nota congiunta con la UIL Polizia (**) di Rimini , ha stigmatizzato l’accaduto: “Chi siede sui banchi di un Consiglio comunale non può trasformare un’aula istituzionale in un tribunale politico né utilizzare il proprio ruolo per anticipare sentenze, indicare colpevoli e alimentare sospetti prima che la magistratura abbia concluso le indagini. L’esibizione di cartelli accusatori sulla morte di Fakir rappresenta un gesto grave e irresponsabile. Non è libertà di espressione, ma una precisa scelta politica che delegittima le Forze dell’Ordine, condiziona l’opinione pubblica e calpesta il principio fondamentale secondo cui nessuno può essere considerato colpevole prima di una sentenza. Chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe conoscere il peso delle parole e dei simboli utilizzati nelle sedi istituzionali. Alimentare accuse sommarie contro Carabinieri e Poliziotti significa contribuire a creare un clima di ostilità verso donne e uomini che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità”: affermano Giuseppe Carluccio, segretario generale regionale Emilia-Romagna dell’ Usic, e Laura Casonato, segretario provinciale Rimini della UIL Polizia.
“Le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine non si svegliano la mattina con l’intenzione di fare del male a qualcuno. Indossano una divisa perché hanno giurato fedeltà allo Stato e scelto di servire la comunità. Insinuare il contrario, senza prove e senza attendere gli accertamenti giudiziari, è un’offesa alla loro dignità professionale e personale. Non accetteremo che Carabinieri e Poliziotti vengano utilizzati come bersagli di campagne politiche costruite sulla suggestione e sul pregiudizio. Le aule consiliari devono essere luoghi di confronto e rispetto, non palcoscenici per processi sommari. Condanniamo con fermezza questa deriva e chiediamo che la politica torni a rispettare la separazione dei poteri, la presunzione di innocenza e il lavoro della magistratura. La verità si accerta nei tribunali, non attraverso cartelli esibiti per ottenere visibilità”: conclude la nota congiunta di Giuseppe Carluccio e Laura Casonato.
(*) L’ Usic è Unione Sindacale Italiana Carabinieri, un’associazione professionale a carattere sindacale tra militari dell’Arma, che mira a tutelare i diritti, la rappresentanza e il benessere del personale. Si distingue per essere una realtà attiva nel panorama sindacale militare nazionale con una specifica Area Ufficiali e Dirigenti. Offre agli iscritti informazioni sempre aggiornate, tutela disciplinare e legale, offre corsi di formazione e importanti convenzioni nazionali e regionali.
(**) La UIL Polizia, associazione sindacale del personale della Polizia di Stato, è associazione libera, democratica, aconfessionale ed apartitica, senza fini di lucro e, basandosi sui principi democratici della Costituzione della Repubblica Italiana, si ispira ai valori di democrazia, pluralismo e giustizia sociale, nonché alle politiche generali della Confederazione UIL a cui aderisce.

