(Sesto Potere) – Rimini – 22 luglio 2026 – Ampliare gli spazi, migliorando così anche i percorsi per renderli più accoglienti per i pazienti e più confacenti alle fasi della cura, a supporto del lavoro di medici, infermieri e di tutto il personale. Questo è il principale obiettivo dei lavori di ampliamento del Pronto Soccorso di Rimini, il cui primo passo si concretizza con l’inaugurazione della nuova sala d’attesa collocata a fianco dell’attuale ingresso pedonale.
Si tratta di una struttura prefabbricata di poco meno di 50 metri quadrati, dotata di 40 posti a sedere. Un intervento (importo lavori 147.500 euro) finalizzato alla creazione di uno spazio confortevole, sicuro e accessibile per l’utenza, che risponde a un bisogno concreto individuato dall’Azienda Sanitaria, ovvero la necessità di realizzare un ampliamento dell’attuale sala d’attesa interna al Pronto Soccorso.
Prendersi cura dei pazienti e degli accompagnatori
Il considerevole afflusso di persone e la conseguente esigenza di migliorare la qualità dell’accoglienza rendevano indispensabile la creazione di un ambiente più ampio, funzionale e adeguato agli standard di comfort e sicurezza richiesti. Dunque non solo una maggiore capienza, ma anche la volontà di offrire un ambiente accessibile a tutti e capace di rispondere alle diverse esigenze dell’utenza, in cui sia piacevole sostare durante l’attesa grazie a soluzioni progettuali che favoriscono l’accoglienza, il benessere e la serenità delle persone, valori che l’Azienda Sanitaria intende promuovere, migliorando in modo concreto la qualità dell’esperienza dei pazienti e delle loro famiglie.
Proprio per tale ragione per realizzare questo primo ampliamento, ritenuto prioritario, si è scelto di utilizzare spazi che in un primo momento erano stati destinati ad altri servizi. Nuovi spazi che si inseriscono in una serie di interventi di potenziamento previsti dall’Ausl della Romagna, anche nel quadro delle risposte e impegni assunti con il personale e le istituzioni locali, in particolare anche in termini di sicurezza, in considerazione dell’elevato numero di accessi che il servizio si trova a dover gestire, nel periodo estivo ma non solo, così da prevenire eventuali situazioni di criticità.
LE DICHIARAZIONI
Tiziano Carradori, Direttore Generale Ausl Romagna
“In attesa di una serie di nuove strutture in fase di realizzazione questo intervento era doveroso da parte nostra per ridurre il carico e lo stress di operatori e cittadini quando si trovano a fruire dei servizi di pronto soccorso. Teniamo presente che all’Infermi in questo periodo si arriva a punte di accessi di circa 380-390 al giorno, ai quali si aggiungono i circa novanta accessi al giorno al CAU, la cui attivazione ha consentito di ridurre il numero di accessi per i casi meno gravi. Questo spazio serve a creare condizioni di miglior vivibilità, anche perché la congestione fisica può generare situazioni di relazioni poco civili e non accettabili per il rispetto dei colleghi che lavorano. Inoltre le strutture possono fare una parte, il resto deriva dai professionisti e, anche se a Rimini abbiamo meno difficoltà che altrove, sapete tutti che sul mercato del lavoro queste figure non si trovano e inoltre stiamo cominciando ad avere difficoltà pure nel reclutare personale infermieristico. Questo intervento si inserisce inoltre in uno spirito collaborativo con tutte le istituzioni, Prefettura, Questura e tutte le forze dell’ordine. Abbiamo attivato anche un protocollo con il Servizio Dipendenze, per fare in modo che determinati casi che non hanno necessità di essere trattati in Pronto Soccorso ma richiedono attenzioni di altro genere non vengano ad aggiungere ulteriore carico alla situazione generata da tanti accessi. Speriamo che questa spazio possa apportare un granello di miglioramento alle vostre condizioni di lavoro”.
Giuseppina Cassone, Prefetto di Rimini
“E’ un piacere per me essere qui in quest’occasione, anche perché abbiamo lavorato tanto per garantire la sicurezza del Pronto Soccorso. La Prefettura ha come missione istituzionale la sicurezza pubblica, fatta non solo di prevenzione e contrasto ai reati ma anche dal garantire il diritto alla salute e sicurezza dei cittadini. Il Pronto Soccorso è un avamposto essenziale di sicurezza, il primo punto a cui si rivolgono le persone quando hanno bisogno. Questi lavori per il miglioramento dell’accoglienza sono dunque fondamentali e rientrano in un progetto più ampio per la sicurezza del presidio sanitario, anche un riconoscimento da parte dell’Azienda e delle istituzioni al personale che opera quotidianamente in questi locali, per rendere più sereno e sicuro il loro lavoro e come forma di rispetto per la loro dignità professionale, molte volte purtroppo oggetto di atti di intolleranza ingiustificabili. Come istituzioni vogliamo testimoniare la nostra vicinanza agli operatori, perché la vostra sicurezza è anche la nostra. E mi sento di ringraziare sia chi indossa il camice sia chi veste la divisa per tutto quel che fanno ogni giorno per la comunità”.
Kristian Gianfreda, Assessore comunale politiche per le Salute
“Mi unisco nell’esprimere la stima della città e della comunità per i professionisti pensando ai vari casi difficili che hanno dovuto affrontare in questi ultimi anni. Questo è un piccolo passo in termini di efficienza, ma costituisce una boccata d’ossigeno, siamo contenti del percorso che l’Azienda sta compiendo sul territorio. Come amministrazione abbiamo cercato di sostenere il più possibile il Pronto Soccorso, questo luogo di comunità fondamentale, abbiamo rafforzato il Pronto Intervento Sociale (Pris) e fatto partire una serie di progetti per accogliere le persone sotto effetto di sostanze, proprio per aiutare gli operatori e prevenire casi spiacevoli che sono avvenuti qui. Questa rimane una trincea fondamentale e la vicinanza al Pronto Soccorso e ai professionisti che vi lavorano è uno degli obiettivi di fondo della comunità, con l’auspicio che nuovi medici possano scegliere questa specialità che è una vera e propria missione”.
Francesca Raggi, Direttrice medica presidio ospedaliero
“Per noi è un momento importante, questo dehor è anche frutto di una fase in cui abbiamo lavorato moltissimo insieme a Prefettura e forze dell’ordine per il miglioramento della sicurezza nel nostro ospedale, sia per i pazienti che per i dipendenti. Il Pronto Soccorso è la porta dell’ospedale e rappresenta il luogo in cui l’ospedale si mostra alla comunità, questo significa che buona parte della fiducia che i cittadini ripongono sul nostro ospedale passa da questa area. Non solo: il Pronto Soccorso imprime anche il ritmo con cui l’ospedale deve lavorare, e se lo fa in maniera più fluida, sicura e ordinata, trasmette anche a tutto il presidio uno stato d’animo e un modus operandi che migliora l’intero sistema“.
Tiziana Perin, Direttrice Pronto Soccorso Rimini
“Ringrazio tutti i presenti e in particolar modo Linda Gemmani, la donatrice che dopo aver finanziato qualche anno fa un progetto di straordinaria importanza come la stanza delle vittime di violenza ora ha reso possibile questo altro significativo intervento, da vedere da due punti di vista, l’organizzazione e l’accoglienza. In tal senso ci tengo a segnalare Elisa Palanghi, coordinatrice infermieristica del Pronto Soccorso, Francesca Bartoli, assistente sociale che fa capo alla Centrale Operativa Territoriale, e la psicologa Alice Ballarini del Servizio di Protezione e Prevenzione Aziendale, che considero parte integrante del nostro team anche se le ultime due appartenenti ad altre Unità Operative. Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso esiste in tutti i Paesi occidentali e noi dobbiamo dare una risposta a tale criticità organizzativa: in questo caso lo abbiamo fatto cercando di limitare il numero di familiari che stanno attorno al paziente, a volte addirittura accompagnato da 4-5 persone, così da avere anche maggiore libertà di movimento nell’area assistenziale vera e propria. Questo spazio, valore aggiunto e appendice del Pronto Soccorso, permette di dare il messaggio dell’accoglienza: prendersi cura del malato è anche prendersi cura dei familiari, creando un’area accogliente per gli accompagnatori dove rimanere per vedere la persona cara alternandosi con altri. Questo Pronto Soccorso è stato inaugurato nel maggio 2011 quando facevamo circa 50-55mila accessi all’anno, siamo arrivati a farne quasi 100mila l’anno scorso. Nei primi cinque mesi del 2026 abbiamo registrato un calo del 4% di accessi grazie all’apertura del CAU. Grazie all’attenzione dell’Azienda anche lo scorso anno abbiamo riorganizzato gli spazi, allargandoci e creando una stanza adeguata per accogliere le persone agitate, nel decalage, in attesa di poterli destinare al domicilio, in psichiatria o in medicina d’urgenza. Per cui progressivamente negli anni, in prospettiva, potremo ‘inventarci’ qualche altra modalità organizzativa per far fronte al problema del sovraffollamento, che è costante in particolare d’estate quando da circa 150mila residenti la popolazione di Rimini diventa di 750mila persone”.

