lunedì, Luglio 6, 2026
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Emozione alla Rocca di Bertinoro per il Magnificat

(Sesto Potere) – Bertinoro  (FC) – Un’emozione che va oltre la musica quella vissuta sabato 4 luglio sotto il palco della Rocca Vescovile. Un tutto esaurito a Bertinoro per il primo concerto romagnolo dell’Orchestra d’archi del Magnificat Institute di Gerusalemme, che prosegue la sua tournée italiana stasera – 5 luglio – al Teatro Rasi di Ravenna nell’ambito del Ravenna Festival e il 6 luglio a Bologna, nella basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano.

Salutata dal sindaco di Bertinoro Filippo Scogli, dall’assessore regionale Jessica Allegni e dal vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza, la serata è stata introdotta da Fra Alberto Pari, direttore dell’Istituto musicale di Gerusalemme: “Nato 30 anni fa nel cuore di Gerusalemme – ha spiegato – l’Istituto Magnificat unisce formazione musicale professionale e dialogo fra le culture. Abbiamo oltre 200 allievi di varie fedi, musulmani, cristiani ed ebrei, accomunati dalla passione per la musica. E questo desiderio comune di fare musica e di trovare la bellezza anche tra le ferite rende il Magnificat un vero laboratorio di pace”.

La serata, inserita nel programma di ForlìMusica “L’Arte è Vita” e nel cartellone del centenario della Festa dell’Ospitalità di Bertinoro, ha visto sul palco l’orchestra composta da una ventina di allievi e docenti del Magnificat diretti dal Maestro Igor Frug. Il programma musicale si è aperto con l’Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart e Jesu bleibet meine Freude di Johann Sebastian Bach, eseguiti assieme a Corinsieme C&SP, il Coro di San Paolo-Cappuccinini di Forlì diretto dal maestro Enrico Pollini.

Il movimento Adagio dal Concerto in Do maggiore per violoncello e orchestra di Franz Joseph Haydn ha quindi visto come violoncello solista Lucia D’Anna, docente della scuola, con uno degli strumenti del mare di Arnoldo Mosca Mondadori, un violoncello ricavato dai legni dei barconi dei migranti affondati a Lampedusa, realizzato nel laboratorio di liuteria del carcere di Opera. 

“Non è un caso forse – ha sottolineato la violoncellista introducendo il brano – che proprio oggi, mentre papa Leone si trova a Lampedusa per rendere omaggio alle vittime migranti del mare, noi possiamo ascoltare la voce di uno di questi strumenti, così carico di valore simbolico e di umanità”.

Il programma è proseguito con Romance di Jean Sibelius; Danze rumene di Edward Elgar; Hebrew Melody per violino e orchestra di Béla Bartók e di Joseph Achron, con violino solista Tanya Beltser. Poi il Divertimento for Two Violins di Igor Frolov e due canti della tradizione araba, Habeitak Bel Saif Autumn Leaves, con la toccante voce di Lina Baransi.

Gli applausi che hanno riempito il giardino della Rocca Vescovile hanno accompagnato molto più di un concerto. Hanno salutato un’idea semplice e potentissima: che un’orchestra può fare ciò che spesso la politica non riesce a fare, mettere persone diverse nella condizione di ascoltarsi. Perché la pace, prima di essere un accordo, è un’armonia.

Nelle foto un momento del concerto di sabato 4 luglio alla Rocca di Bertinoro (ph Alessandra Salieri)

Salieri/Concerto Magnificat Intitute Bertinoro