(Sesto Potere) – Bologna – 1 luglio 2026 – Sono giorni decisivi per una delle più rilevanti vicende giudiziarie italiane legate al mondo delle criptovalute. La maxi-truffa che avrebbe coinvolto oltre 20 mila risparmiatori, causando un danno stimato in circa 150 milioni di euro, entra infatti in una fase cruciale con una serie di udienze destinate a incidere sul futuro della procedura fallimentare e sulle possibilità di recupero delle somme sottratte.
Il procedimento interessa cittadini di tutta Italia, con una particolare concentrazione di vittime in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, le quattro regioni che registrano il maggior numero di risparmiatori coinvolti.
Tra il 30 giugno e il 3 luglio sono in programma importanti udienze davanti al Tribunale Civile di Treviso, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di estensione del fallimento nei confronti dell’imprenditore occulto e del socio accomandatario illimitatamente responsabile, individuato in una società di diritto statunitense.
L’istanza rappresenta un ulteriore sviluppo dopo le sentenze con cui lo stesso Tribunale ha dichiarato l’esterovestizione e l’insolvenza fallimentare di due società di diritto svedese.
Un altro appuntamento di particolare rilievo è fissato per giovedì 2 luglio alle ore 10, quando la Corte d’Appello di Venezia esaminerà il reclamo presentato contro la sentenza di primo grado che ha riconosciuto l’esterovestizione di una dele due società svedesi e ne ha dichiarato il fallimento in Italia.
Un passaggio che potrebbe consolidare ulteriormente l’impianto della procedura e rafforzare le prospettive di tutela dei creditori.
«Siamo di fronte a una vicenda che ha colpito migliaia di famiglie e che presenta evidenti profili internazionali», dichiara la deputata di Forza Italia Rosaria Tassinari. «Per questo, dopo aver presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Giustizia e dell’Economia, ritengo indispensabile che l’attenzione si sposti anche sul piano europeo. Ho già chiesto un confronto urgente con i nostri rappresentanti al Parlamento europeo affinché questa vicenda venga seguita con la massima attenzione anche dalle istituzioni comunitarie.»
«Occorre fare tutto il possibile – prosegue Tassinari – per individuare i responsabili, recuperare gli eventuali patrimoni occultati e garantire ai risparmiatori ogni forma di tutela. Allo stesso tempo questa vicenda dimostra quanto sia necessario rafforzare gli strumenti di cooperazione internazionale e di controllo sulle piattaforme e sulle società che operano nel settore degli investimenti digitali, affinché truffe di queste dimensioni non possano più ripetersi.»

