mercoledì, Luglio 1, 2026
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Electrolux, Fim Cisl Romagna chiede il mantenimento delle produzioni e dell’occupazione in Italia

(Sesto Potere) – Forlì – 1 luglio 2026 – Si è svolto ieri a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il secondo incontro tecnico nell’ambito della vertenza Electrolux, alla presenza dei rappresentanti aziendali, delle organizzazioni sindacali dei territori coinvolti.

L’appuntamento arrivava dopo il piano di “ottimizzazione” presentato da Electrolux l’11 maggio scorso – che prevede oltre 1.700 esuberi in Italia e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, con un impatto durissimo anche su Forlì – e dopo il primo incontro al Mimit del 15 giugno, che aveva portato alla sospensione per cinquanta giorni di ogni azione unilaterale sul fronte di licenziamenti e chiusure.

Electrolux ha espresso una disponibilità di massima a discutere di un nuovo piano industriale, ma in modo ancora generico e per Fim Cisl Romagna del tutto “insufficiente”.

La direzione aziendale ha illustrato le dinamiche che negli ultimi anni hanno portato a rivedere in peggio i piani per l’Europa e per l’Italia: una domanda di mercato post pandemia inferiore alle proiezioni, un calo dei prezzi medi di vendita dei prodotti, una maggiore capacità concorrenziale delle case asiatiche rispetto al previsto grazie ai minori costi di produzione, e il successivo rientro delle tariffe di trasporto dall’Asia all’Europa dopo la prima impennata.

L’azienda ha inoltre confermato che, nel piano originariamente presentato, alcuni prodotti dovrebbero essere trasferiti in Thailandia o in Cina

Electrolux, inoltre, si è detta in linea di principio disponibile a elaborare un piano industriale, a condizione che si intervenga su alcune leve di competitività: la modifica della tassa europea CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il costo dell’energia, la riorganizzazione del lavoro, il sostegno all’innovazione e il contenimento dei costi strutturali.

Nel prossimo incontro del 14 luglio Fim Cisl Romagna attende le prime risposte concrete dall’azienda, a partire dalla situazione di Cerreto d’Esi.

Al vertice conclusivo del 21 luglio verrà chiesta un’azione forte a Governo e Regioni, in vista della scadenza dei cinquanta giorni di sospensione del piano, prevista per inizio agosto.

“Ribadiamo il mantenimento delle produzioni e dell’occupazione in Italia, in tutti gli stabilimenti, compreso quello di Cerreto d’Esi – afferma la segreteria Fim Cisl Romagna–. Oggi Electrolux ha espresso una disponibilità di massima a discutere di un nuovo piano, ma in modo ancora generico e per noi del tutto insufficiente. Emerge con sempre maggiore evidenza che solo un intervento straordinario delle istituzioni può salvaguardare il settore e sbloccare la vertenza. È impossibile pensare di inseguire i concorrenti asiatici sul costo del lavoro, così come è impossibile pensare di recuperare il gap competitivo con la sola produttività. Occorre invece premere in sede europea per una modifica della tassa CBAM, che oggi paradossalmente insiste sulle importazioni dei soli componenti e non sugli elettrodomestici finiti, e verificare con Governo e Regioni quali azioni straordinarie possano essere messe in campo per salvaguardare il settore degli elettrodomestici, a partire dal costo dell’energia e dal sostegno alla ricerca”.

Nel prossimo incontro del 14 luglio attendiamo le prime risposte concrete dall’azienda. Il 21 luglio chiederemo un’azione forte a Governo e Regioni: non possiamo accontentarci di un confronto sulle cause della crisi, serve ora una assunzione di responsabilità che porti a un piano industriale vero, capace di garantire produzioni e occupazione in tutti gli stabilimenti italiani, compreso quello di Forlì”: conclude la segreteria Fim Cisl Romagna.