(Sesto Potere) – Ravenna, 29 giugno 2025 – Truffa sventata ai danni di una cliente dell’ufficio postale di Ravenna Centro in piazza Garibaldi. L’intervento tempestivo del personale ha evitato alla cliente di cadere nell’inganno che le sarebbe costato migliaia di euro, attraverso una serie di bonifici destinati ad aprire una posizione su una fantomatica piattaforma di investimento.
Ad insospettire la direttrice e la sportellista è stato il fatto che la signora si fosse presentata allo sportello con una telefonata in corso e un iban su cui versare il denaro, inviatole via sms. Dall’altro capo del telefono, un finto consulente finanziario che le indicava di effettuare un bonifico: uno scenario ben conosciuto dagli operatori postali, visto che spesso i frodatori chiedono alle vittime di investire inizialmente piccole somme, come in questo caso, per poi proseguire con richieste sempre più consistenti, allettando le vittime con apparenti guadagni iniziali.
Quando i malcapitati decidono di riscattare tali importi “virtuali”, si ritrovano a subire nuove richieste di ulteriori pagamenti, giustificati come finti “oneri di gestione” necessari – a detta dei frodatori – per sbloccarne la restituzione: un circolo vizioso pericoloso che comporta sempre perdite importanti.
“Ho chiesto alla persona collegata telefonicamente di specificare meglio di cosa si trattasse, spacciandomi per la cliente – racconta Cristina Belletti, direttrice dell’ufficio di Ravenna Centro. Il finto agente mi ha risposto che si trattava di un investimento sicuro. Ho quindi chiesto per quale istituto lavorasse, le sue generalità e la sua matricola, ma lui, con tono inizialmente formale e gentile, mi ha detto che si trattava di una piattaforma finanziaria creata e posta sotto tutela della Presidente del Consiglio e che bastava solo che il cliente aprisse una posizione. A quella risposta ho capito che si trattava palesemente di un tentativo di truffa. A quel punto il truffatore ha compreso che a parlare con lui erano operatori di Poste e ha iniziato a insultare pesantemente. A quel punto la cliente ha capito che si trattava di una vera e propria truffa ai suoi danni e, naturalmente, ha deciso di non proseguire con il bonifico. Quello che maggiormente sconvolge è come questi frodatori riescano a manipolare le persone. La cliente, pur sentendo lo svolgersi della telefonata tra noi e il finto agente e ascoltando gli insulti rivolti agli operatori postali, era del tutto assoggettata e in qualche modo intimidita da questa persona. Nel chiudere la telefonata si scusava con il truffatore, usando un tono gentile e ribadendo anche a lui che preferiva non proseguire con l’operazione” – conclude la direttrice.
La testimonianza dell’ufficio di Ravenna non è purtroppo un caso isolato. Sono molte le persone vittime di truffe che minano non solo la loro sicurezza economica, ma anche il loro benessere emotivo. Tuttavia, grazie all’attenzione e alla dedizione di professionisti, come in questo caso gli operatori di Poste, è possibile evitare conseguenze spiacevoli.
Ogni giorno il personale, sottoposto a una formazione mirata, presta attenzione alle diverse situazioni che si presentano agli sportelli, spiegando ai clienti cosa evitare per scongiurare una truffa. Molto spesso l’intervento tempestivo di uno o più professionisti ha evitato situazioni negative, a dimostrazione di come sensibilità e attenzione possano fare la differenza nella vita di una persona.
Oggi l’82% delle frodi effettive viene compiuto direttamente dal cliente legittimo, manipolato tramite tecniche di social engineering, la forma più diffusa, basata su un mix di contatto e manipolazione psicologica. Tramite telefonate, SMS, e-mail, WhatsApp e social network, i truffatori puntano a ottenere dati e autorizzazioni con cui disporre operazioni fraudolente.
La truffa finanziaria è oggi sempre più “umana”: i criminali puntano sulle persone, non sui sistemi, sfruttando la fiducia e la paura delle vittime. Il fenomeno è trasversale e colpisce tutte le fasce d’età, anche se quelle più coinvolte restano dai 45 anni in su, che rappresentano circa il 66% delle vittime; per gli over 60 la percentuale si aggira intorno al 33%.
È bene ricordare che, tramite la tecnica dello spoofing, i truffatori possono contattare le vittime da numeri apparentemente affidabili, inducendole in errore sulla reale identità dell’interlocutore; si tratta di un fenomeno in crescita. Tuttavia, quando vengono richiesti dati personali, codici autorizzativi OTP, PIN o trasferimenti urgenti di denaro “per mettere in sicurezza” i propri risparmi, è necessario sospettare un tentativo di frode.
Analogamente, bisogna prestare molta attenzione a link sospetti ricevuti tramite SMS o social network. Mai agire con fretta o dare seguito immediato alle richieste: nel dubbio è sempre meglio contattare direttamente il proprio istituto finanziario prima di procedere.
Se si sospetta di essere vittima di una truffa, Poste Italiane ricorda che è importante non agire impulsivamente ma seguire alcuni passaggi fondamentali: contattare immediatamente una persona di fiducia (familiare o amico) che possa aiutare a verificare la situazione; verificare le informazioni chiamando direttamente l’ente o l’istituzione citata; e bloccare tempestivamente eventuali operazioni sospette contattando la propria banca; e sporgere denuncia alle autorità competenti.

