lunedì, Giugno 8, 2026
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Fine vita, Castaldini (FI) contraria al PdL del centrosinistra: “Troppe lacune e poche garanzie”

(Sesto Potere) – Bologna – 8 giugno 2026 –  «La mia posizione sul suicidio medicalmente assistito resta fermamente contraria. Non si può pensare che sia sufficiente una legge a rispondere alla solitudine di fronte alla morte e al dolore. E infatti le ipotesi di soluzione amplificano sempre di più i problemi più che risolverli»: dichiara in una nota Valentina Castaldini, consigliere regionale di Forza Italia e Commissario Coordinatore Regionale per l’Emilia del partito, in merito all’iniziativa dei gruppi di maggioranza di centrosinistra e M5S in Assemblea Legislativa regionale dell’Emilia-Romagna che hanno depositato un progetto di legge per disciplinare le modalità organizzative e procedurali di accesso al suicidio medicalmente assistito. 

«Prendo atto che la Regione conferma quello che sostengo da tempo: la scelta dell’Emilia-Romagna di procedere con una semplice determina amministrativa presentava evidenti criticità che andavano sanate attraverso una legge. Se oggi la maggioranza arriva a una proposta legislativa, di fatto riconosce che quel problema esisteva. Nel merito, non basta che il paziente sia informato delle cure palliative: deve essere concretamente preso in carico e accompagnato in un percorso che rimanga sempre una reale alternativa durante tutto l’iter»: aggiunge, ancora, Valentina Castaldini. 

«Inoltre, la Regione sceglie ancora una volta di cambiare le carte in tavola, istituendo un nuovo organismo, il CoVam, che si aggiunge agli strumenti già creati in questi anni. Una materia così delicata richiederebbe invece stabilità, trasparenza e massima autorevolezza. Per questo non condivido il meccanismo di nomina affidato ai direttori sanitari. Servono i professionisti migliori, selezionati attraverso procedure pubbliche e sulla base di titoli, competenze ed esperienza. La Corte costituzionale aveva proprio per questo indicato i comitati per l’etica nella clinica. Ritengo che la composizione delle commissioni debba avvenire tramite bando pubblico, garantendo indipendenza, trasparenza e qualità professionale, senza il rischio che le scelte possano apparire influenzate da criteri discrezionali o da orientamenti ideologici.» conclude la consigliera regionale Valentina Castaldini.