(Sesto Potere) – Bologna – 20 maggio 2026 – Viviamo in un tempo e in una cultura che non ripara, ma sostituisce. Un sistema che consuma ciò che produce fino a renderlo rapidamente superato e pronto ad essere scartato. Ma questa non è l’unica possibilità. In un presente che normalizza l’usa e getta, il gesto del riparare diventa controcorrente, quasi rivoluzionario: riusare invece di buttare, aggiustare invece di sostituire. Perché tutti meritiamo una seconda occasione.
È in questa direzione che si inserisce il Repair Festival, che dopo aver toccato, nelle prime due edizioni, Marsiglia (ottobre 2024) e Salonicco (ottobre 2025), approda a Bologna domenica 24 maggio 2026, negli spazi di DumBO – Officina.
Il Repair Festival è organizzato dalla Città metropolitana di Bologna, nell’ambito del progetto REPper, cofinanziato dal programma Interreg Euro-MED e dall’Unione Europea, di cui fanno parte 8 partner provenienti da 8 Paesi, di cui la Città metropolitana è capofila. Il Festival si inserisce in un più ampio quadro di iniziative europee volte a promuovere modelli di economia circolare e pratiche di riparazione e riuso, favorendo la diffusione di comportamenti sostenibili e collaborativi.
Con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, professionisti e istituzioni sull’importanza di estendere il ciclo di vita degli oggetti, ridurre gli sprechi e promuovere modelli economici più responsabili e partecipativi, il festival si configura come una giornata dedicata a valorizzare la riparazione come leva concreta di sostenibilità, capace di generare impatti positivi sul piano ambientale ed economico.
Right to Repair e riduzione dei rifiuti nell’Unione Europea
L’abbandono prematuro di beni riparabili genera ogni anno nell’Unione Europea circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti e oltre 261 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra. Allungare il ciclo di vita dei prodotti riduce drasticamente lo sfruttamento di materie prime vergini e il consumo energetico. Riparare significa inoltre democratizzare l’accesso ai beni e valorizzare le competenze artigianali e tecniche locali, contribuendo a costruire una società meno incline allo spreco e più orientata alla resilienza comunitaria, favorendo anche la nascita di iniziative dal basso.
In questo contesto si inserisce il “Right to Repair”, una normativa dell’Unione Europea (Direttiva 2024/1799, meglio nota come Diritto alla riparazione) entrata in vigore il 30 luglio 2024 e destinata a diventare pienamente operativa entro fine luglio 2026 e che rende obbligatorio e più economico riparare elettrodomestici e dispositivi elettronici (smartphone, tablet, lavatrici) invece di sostituirli. In particolare, obbliga i produttori a garantire riparazioni a prezzi ragionevoli e a rendere disponibili i pezzi di ricambio anche dopo la scadenza della garanzia.
Un festival per il futuro sostenibile
Il Repair Festival si propone come una piattaforma aperta e inclusiva di confronto e partecipazione attiva, in cui la riparazione va oltre il gesto tecnico per diventare pratica culturale e sociale. Attraverso talk e attività aperte alla cittadinanza, il festival offre una giornata dedicata al ripristino come pratica sostenibile e innovativa.
La domenica si apre, dalle 9.30 alle 13, con la macro-sessione Dialoghi sull’economia della riparazione, un momento di incontro e confronto tra esperti, stakeholder e realtà attive sul territorio. Attraverso due talk tematici si esplorerà il futuro dell’economia della riparazione, tra innovazione, politiche europee e buone pratiche di riuso, con traduzione simultanea, prevedendo diversi ospiti internazionali.
Il primo incontro, dalle 10 alle 11.15, sarà dedicato al progetto REPper e alla presentazione di esperienze concrete e buone pratiche già attive sul territorio, mentre il secondo, dalle 11.30 alle 13, aprirà uno spazio di confronto sul valore dei modelli della riparazione evidenziandone le potenzialità sociali, ambientali ed economiche.
Il pomeriggio prende ritmo con i Repair Lab , tre workshop pratici pensati per coinvolgere direttamente il pubblico, che si mette in gioco tra riparazione e manutenzione. Dalle 15 alle 16 Ciclo riparazione assistita accompagna i partecipanti nella cura della propria bicicletta insieme agli esperti di Salvaiciclisti Bologna: portando la propria bici, si potranno imparare semplici interventi di manutenzione e piccole riparazioni da fare in autonomia. Sempre allo stesso orario, in parallelo, Riparazione creativa dei capi sarà dedicato al recupero e alla valorizzazione degli indumenti. Chi aderisce potrà portare t-shirt, pantaloni o altri capi rovinati e apprendere tecniche semplici, ma efficaci per ripararli, rinforzarli e personalizzarli con toppe creative, contribuendo così a ridurre gli sprechi e prolungare la vita degli abiti. Dalle 16.30 alle 17.30 si entra nel vivo del REPAIR Café – aggiusta, impara, condividi, organizzato insieme ai volontari dell’Associazione R.U.S.KO Bologna. In un’atmosfera informale e collaborativa, chiunque può presentarsi con piccoli oggetti elettronici non funzionanti e imparare tecniche utili per ripararli, dando loro una seconda vita.
Dalle 17.30 alle 19.30 via libera alla creatività e alla convivialità: tra serigrafia, live painting e musica, gli ospiti potranno realizzare la propria shopper personalizzata e assistere a performance artistiche dal vivo, in un finale che celebra sostenibilità, condivisione ed espressione creativa.
Il Repair Festival non è solo un evento, ma un cambio di prospettiva: un invito a fermarsi e immaginare un’altra possibilità, in cui gli oggetti non abbiano una vita breve e i modelli con cui abitiamo il mondo possano essere riparati, migliorati e reinventati. Oggi cambiare non è soltanto possibile: è necessario.
Informazioni pratiche
Ingresso: gratuito previa iscrizione alle singole sessioni al link https://shorturl.at/IkZaZ
Evento: Repair Festival
Data: 24 maggio 2026
Luogo: DumBO – Officina, Via Camillo Casarini 19, Bologna
Iscrizioni: aperte fino al 22 maggio (per talk e workshop)

