venerdì, Maggio 8, 2026
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Confcommercio cesenate: crisi dei centri storici, rafforzare il ruolo del comuni nella programmazione commerciale

(Sesto Potere) – Cesena – 8 maggio 2026 – “La tutela dei centri storici non riguarda soltanto il commercio, ma la qualità della vita delle nostre comunità. Quando chiude un negozio di vicinato, si perde un presidio sociale, un servizio ai cittadini e un pezzo dell’identità urbana”. Così Corrado Augusto Patrignani, (nella foto), presidente di Confcommercio cesenate, interviene sul dibattito aperto dalla proposta di legge C.362 all’esame della Commissione Attività produttive della Camera, dedicata alla tutela e valorizzazione delle attività commerciali nei centri storici, sulla scia della posizione di Confcommercio nazionale.

“Accogliamo con favore – sottolinea Patrignani – l’impianto del provvedimento, come ha sottolineato Confcommercio nazionale, che va nella direzione di rafforzare il ruolo dei Comuni nella programmazione commerciale e urbanistica. I territori devono poter disporre di strumenti concreti per governare la qualità dell’offerta, contrastare il degrado commerciale e favorire un equilibrio tra attrattività turistica, servizi e residenzialità”.

Secondo Confcommercio, i dati confermano la gravità della situazione: negli ultimi tredici anni in Italia sono scomparse circa 129 mila attività del commercio in sede fissa, con una riduzione superiore al 25% nei centri storici. Particolarmente colpite le edicole e i negozi di abbigliamento e calzature.

“Non è solo una questione numerica – prosegue Patrignani –. Un centro storico può apparire vivo perché le serrande sono aperte, ma risultare comunque impoverito se vengono meno quelle attività che costruiscono relazioni, servizi di prossimità e identità territoriale. Per questo è fondamentale che le associazioni di categoria siano coinvolte stabilmente nei processi decisionali insieme alle amministrazioni locali”.

Confcommercio cesenate evidenzia inoltre la necessità di coordinare la nuova normativa con le disposizioni già esistenti e di garantire regole uniformi tra operatori che svolgono attività analoghe, evitando disparità di trattamento. “Dove pubblico e rappresentanze economiche hanno collaborato – conclude Patrignani – si sono ottenuti i risultati migliori. La sfida oggi è trasformare le buone pratiche in una strategia nazionale capace di restituire centralità e futuro ai nostri centri storici”.