(Sesto Potere) – Forlì – 6 maggio 2026 – Oltre 200 persone da remoto e altre 130 in presenza tra consiglieri comunali, associazioni di categoria, ordini professionali, comitati di quartiere, cittadini e residenti hanno assistito in Municipio all’illustrazione della nuova variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) da parte dell’Ing. Alessandro Delpiano, Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO) e del Direttore Andrea Colombo, alla presenza della Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini, e degli Assessori Luca Bartolini e Giuseppe Petetta del Comune di Forlì.
“Abbiamo voluto fortemente questa commissione” – ha dichiarato l’Assessore Bartolini – “perché questo è un Piano con molte incertezze interpretative, che ha generato grande preoccupazione nel nostro territorio. Come Comune, siamo stati tra i primi a chiedere la proroga per l’inoltro delle osservazioni, perché riteniamo che questa sia una grande occasione per far dialogare cittadini e istituzioni sul tema della difesa del territorio”.
Andrea Colombo, Direttore dell’Autorità di bacino ha sintetizzato le opere previste: “in totale, sul territorio forlivese, parliamo di 28 casse di laminazione per 30milioni di metri cubi d’acqua, di cui 9 sul Montone, 13 sul fiume Ronco che consentono di invasare circa 20milioni di mq di acqua e altre 6 casse di laminazione sul fiume Rabbi. Poi ci sono le aree a tracimazione controllata, che nel caso di Forlì comprendono circa 500 ettari di territorio nel quartiere di Villafranca, che fanno parte di una strategia difensiva che prevede il ribassamento localizzato dell’argine, evitando così rotte incontrollate, per consentire la fuoriuscita del solo volume dell’onda di piena non transitabile nei tratti arginali a valle, indirizzandolo in modo controllato verso un’area solitamente a uso agricolo”.
“Quella che stiamo discutendo è una proposta di Piano” – ha aggiunto l’Ing. Delpiano – “siamo in una fase ancora interlocutoria. Le osservazioni e i suggerimenti che stiamo raccogliendo in queste settimane sono preziosi e ci aiutiamo a migliorare il provvedimento. Dobbiamo però essere consapevoli che questo è un territorio unico in Italia in termini di vulnerabilità idraulica. Partendo da questa consapevolezza, il Piano contiene alcune proposte concrete e già finanziate: interventi sugli argini, casse di laminazione, aree a tracimazione controllata”.
“Entro il 26 ottobre la Regione presenterà al Governo l’elenco degli interventi ritenuti prioritari e da cui partire. Va detta poi una cosa importante” – ha sottolineato Delpiano – “al proprietario di un’area riconosciuta come allagabile, e dunque a tracimazione controllata, viene corrisposta immediatamente un’indennità pari al 70% del valore della proprietà – proprietà che, ben inteso, rimane nelle sue mani e mantiene la vocazione di partenza. Qualora in futuro in quel terreno vengano indirizzate delle acque, i danni alle colture verranno risarciti al 100%.”

