(Sesto Potere) – Predappio – 22 aprile 2026 – Il 25 aprile, nell’ex capannone Caproni, a Predappio Alta, in un’area di proprietà privata, si terrà: “La fine dell’antifascismo”, convegno internazionale organizzato dal quotidiano online “Fahrenheit 2022” insieme al movimento di estrema destra Forza Nuova.
Un evento che vedrà la presenza tra gli altri di Roberto Fiore, fondatore di Fn; Nicholas John Griffin, già presidente del British National Party (il Partito Nazionale Britannico) ed europarlamentare nel 2009, e Ioannis Zografos, avvocato del partito greco Alba Dorata.
Gli organizzatori annunciano la presenza di almeno 150 persone ed hanno anche comunicato i temi della manifestazione: massoneria, sionismo, Usa, mafia, giustizia, e Mercosur.
Il giorno successivo, il 26 aprile, è previsto anche un corteo che si dirigerà verso il cimitero monumentale di San Cassiano in Pennino, (nella foto in alto), sempre a Predappio, dove si trova la cripta Mussolini e onorare la figura del Duce Benito Mussolini.
La notizia ha innescato una serie di reazioni politiche.
“Il convegno organizzato a Predappio da Fahrenheit 2022, con la partecipazione di noti esponenti nazionali e internazionali appartenenti a partiti di destra e di ispirazione neofascista, proprio in occasione della festa della Liberazione è un insulto alla nostra Costituzione, uno sfregio a partigiane e partigiani che hanno combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo. È inaccettabile parlare di “fine dell’antifascismo”, che è un valore fondante della nostra Repubblica. Più che un evento, quello organizzato da Fahrenheit 2022, è un’iniziativa provocatoria, ma anche preoccupante, proprio perché raccoglie gruppi e partiti di estrema destra, non solo italiani, che costantemente calpestano i capisaldi della nostra Costituzione. Il Comune di Predappio, che giustamente ha previsto per il 25 aprile una serie di eventi commemorativi della liberazione e dei caduti per la libertà del nostro Paese dal nazifascismo, non ritiene doveroso esprimersi in merito? Crediamo nella libertà di opinione, ma non nella negazione della storia. L’antifascismo non un’opinione, è la base della nostra democrazia”: commentano il Partito Democratico forlivese e il Circolo PD Predappio-Fiumana.
Alleanza Verdi Sinistra di Forlì-Cesena chiedono: “con forza alle istituzioni competenti, a partire dalla Prefettura e dalla Questura, di valutare attentamente questa situazione. Riteniamo che non si possa liquidare la questione come un semplice evento privato: la presenza di esponenti dell’estrema destra nazionale e internazionale e i contenuti dichiarati configurano un evidente problema di ordine pubblico e di tutela dei valori costituzionali”.
Alleanza Verdi Sinistra di Forlì-Cesena chiedono inoltre: “a tutte le forze democratiche, alle amministrazioni locali e alla società civile di prendere posizione in modo chiaro e netto. Non è il tempo dell’ambiguità o del silenzio” aggiungendo che: “Quello di Forza Nuova è l’ennesimo tentativo di riscrivere la storia per legittimare le loro idee e colpire le fondamenta antifasciste della nostra Repubblica. Scegliere il 25 aprile e scegliere Predappio è un attacco diretto alla memoria della Resistenza e alla dignità di chi ha combattuto e perso la vita per liberarci dal regime fascista. Noi diciamo con forza: l’antifascismo non è un’opinione. È il principio fondativo della Costituzione… e il fascismo è ancora una minaccia che si riorganizza, che provoca, che cerca spazio. E ogni volta che riemerge, deve trovare davanti a sé una risposta netta, organizzata, collettiva. La Resistenza non è finita. Continua nelle piazze, nei territori, nei conflitti sociali. E continuerà finché ogni rigurgito fascista sarà definitivamente cancellato dalla storia”.
Sul caso interviene anche Edoardo Rossi, consigliere comunale di Predappio del M5S, che in una nota esprime il suo primo pensiero: “quello richiamato, con forza, dalle parole dell’allora primo cittadino Egidio Proli, che in occasione del trasferimento della salma di Benito
Mussolini nel cimitero del paese dichiarò: «Non ci ha fatto paura da vivo, non ce ne farà da morto». Da predappiese, so bene quanto la denuncia di questi eventi – che troppo spesso trovano spazio nel nostro territorio – rischi talvolta di oLrire visibilità a soggetti che non meriterebbero alcuna attenzione, più che contribuire a porre fine a questo macabro rituale che ogni anno si ripete. Ritengo tuttavia doveroso, come cittadino ancor prima che come consigliere comunale, ribadire con chiarezza che Predappio è espressione di una storia e di una cultura profondamente diverse da quelle che alcuni vorrebbero attribuirle. La storia del nostro paese è segnata dall’impegno di uomini e donne che hanno partecipato alla Resistenza, contribuendo alla nascita di un’Italia repubblicana, democratica e antifascista. È a questa eredità che Predappio appartiene, ed è a questa eredità che continuerà a richiamarsi, nel solco dei valori del 25 aprile”.

