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86% italiani preoccupato per il caro-energia e il 50% teme di non riuscire ad affrontare le spese impreviste

(Sesto Potere) – Roma – 29 giugno 2026 – Più di 8 italiani su 10 preoccupati per l’aumento dei costi dell’energia, un dato che si conferma anno dopo anno e che continua ad aumentare: questo è quanto emerge dalla nuova ricerca IPSOS DOXA “Povertà energetica e benessere economico: il punto di vista delle famiglie italiane”, con rilevazioni di maggio 2026, realizzata per Fondazione Banco dell’energia (*) presentata durante l’8ª Plenaria della stessa Fondazione (vedi foto in alto).

L’evento si è tenuto presso la Camera di Commercio di Roma, inaugurato dai saluti istituzionali del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, con gli interventi di Roberto Tasca Presidente Fondazione Banco dell’energia e di A2A e una tavola rotonda presidiata da Nicola Monti Vicepresidente Fondazione Banco dell’energia e Amministratore Delegato Edison che è intervenuto insieme a Paola Osto, Head of Sustainability and D&I di Plenitude, Luca Dal Fabbro, Presidente Iren e Isabella Malagoli, Amministratore Delegato Hera Comm, azienda leader nei servizi ambientali, idrici ed energetici, entrata quest’anno a far parte del board della fondazione.

L’indagine IPSOS DOXA evidenzia una diffusa fragilità economica, fortemente alimentata dalle tensioni geopolitiche globali: l’apprensione per i rincari di luce e gas torna a salire e colpisce l’80% degli intervistati. Questo timore è strettamente legato all’instabilità internazionale, tanto che l’86% – in netto aumento rispetto al 77% della precedente rilevazione – teme l’impatto dei conflitti sulle bollette.

Di conseguenza, il 54% degli italiani si dichiara insoddisfatto della propria condizione economica, descrivendo una netta perdita del potere d’acquisto: ben 8 intervistati su 10 ammettono di non poter affrontare alcune spese. Questo scenario compromette la percezione della qualità della vita per il 59% delle persone e alimenta un profondo pessimismo sul futuro, dato che il 67% ritiene che la propria situazione finanziaria peggiorerà o rimarrà invariata.

La consapevolezza sulla povertà energetica sale al 75% e la percezione della gravità del fenomeno risulta superiore tra chi ha una maggiore conoscenza del tema, ovvero il 33%.

Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Doxa Italia, commenta: “Le dinamiche internazionali e la volatilità delle materie prime continuano a mantenere i costi energetici al centro dell’attenzione e a pesare sui bilanci familiari, già sotto pressione. Di conseguenza, gli italiani esprimono preferenze per misure di sostegno diretto con un effetto nell’immediato; tuttavia, permangono le aspettative verso interventi di efficientamento e verso un potenziamento nell’uso delle rinnovabili. L’interesse verso le CERS resta prevalente sebbene non si osservino margini di miglioramento anche in termini di conoscenza, stante i timori, non dissipati, per costi e complessità burocratica”.

 Nel corso della Plenaria Luiss e OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica hanno presentato il paper scientifico “La Povertà Energetica: situazione attuale e politiche in quattro Paesi Europei”. Lo studio offre un’analisi comparativa approfondita sull’andamento del fenomeno in Italia e in una selezione di paesi europei target, tracciandone l’evoluzione e l’impatto.

“La povertà energetica continua a colpire soprattutto le famiglie con figli, i nuclei monogenitoriali e gli anziani soli, categorie già esposte a condizioni di particolare vulnerabilità economica e sociale”: ha commentato  Paola Valbonesi, presidente dell’OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica.

Nel 2024, la povertà energetica ha raggiunto il massimo storico, raggiungendo il 9,1%: una situazione che riguarda circa 2,4 milioni di nuclei familiari. Analisi più recenti fotografano una situazione critica: considerando le famiglie che fruiscono dell’edilizia residenziale pubblica di Reggio Emilia e Foggia, oltre una su due è costretta a ridurre drasticamente i consumi per il riscaldamento pur di contenere le spese, mentre il pagamento delle bollette energetiche compromette in molti casi la capacità di arrivare a fine mese.

L’OIPE chiede interventi rapidi e strutturali, presentando un decalogo di proposte articolato su tre priorità: l’istituzione di un bonus energia unico, più semplice ed efficace; un piano di interventi mirati per il social housing e l’edilizia residenziale pubblica; una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione per rafforzare la consapevolezza dei cittadini e migliorare l’accesso agli strumenti di sostegno.

(*) Fondazione Banco dell’energia è un ente senza scopo di lucro nato il 14 aprile 2016 a seguito dell’iniziativa “Forum Ascolto” di A2A, un percorso avviato nel 2015 come momento di confronto con la società civile. Nel 2022, a seguito della riforma del Terzo Settore e dell’entrata in vigore del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), Banco dell’energia si è trasformato da Comitato Onlus a Fondazione Ente Filantropico. Fondazione Banco dell’energia si avvale di un consiglio di amministrazione costituito da rappresentanti delle Fondazioni AEM, ASM e LGH e dalle Aziende Edison, Eni Plenitude Spa Società Benefit e Iren. Fanno parte del Board della Fondazione Banco dell’energia, oltre ai Soci Fondatori A2A e le sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, anche Edison, Plenitude, Iren ed Hera Comm.